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Digestore, il parere legale: "Necessaria supervisione ministero"

L'avvocato Antognetti presenta al Comune di Vezzano il suo punto di vista, che evidenzia un "vulnus procedurale" in merito alla scelta del sito e sottolinea i poteri del territorio ospitante.

L'impianto di Saliceti

Sarzana - Val di Magra - Ecco che sul tavolo del Comune di Vezzano Ligure arriva il parere del legale sul progetto del biodigestore di Saliceti. L'avvocato Alberto Antognetti, incaricato a inizio mese di fornire una consulenza tecnico-giuridica nell'ambito Procedimento autorizzativo unico regionale (Paur) per la realizzazione dell'impianto, ha presentato all'ente un esaustivo dossier tecnico che l'amministrazione Bertoni potrà brandire in sede di conferenza dei servizi. “L'individuazione nell'unico sito di Saliceti indicato nella progettazione di Recos – si legge nelle conclusioni del parere - pare contrastare con l'indicazione fornita dalla competente Provincia della Spezia con la delibera del 6 agosto 2018 (l'aggiornamento del Piano rifiuti provinciale, ndr) delle zone di Saliceti e Boscalino, zone indicate sulla base dell'istruttoria Vas istruita dell'Autorità di Ambito Regione Liguria con il supporto di Arpal, che già si fonda su uno studio approfondito per quantità e qualità del rifiuto da stoccare e trattare, con ogni consequenziale effetto di vulnus procedurale”. Il professionista ribadisce che con la delibera dell'agosto di due anni fa “si conferma e ribadisce, con approfondimento motivazionale e revisionale anche su verifica suggerita da Arpal (risultate positivamente risolta), la proposizione del sito di Saliceti per il ciclo Tbc e la realizzazione di impianto adeguato di digestione anaerobica in località Boscalino da mettere in condizione di trattare la frazione organica della provincia della Spezia e del flusso previsto dall'area del Tigullio”.

Il parere precisa che “in sede di conferenza di servizi è di esclusiva competenza del Comune di Vezzano Ligure la valutazione dell'ambito urbanistico-edilizio della progettazione in oggetto, anche se in contrasto con le norme del Puc, con potere di assenso (in tal caso si attuerà automatica variante) o di dissenso dalla stessa”. E ancora, “le sollevate problematiche sulle diverse tematiche ambientali come trattate approfonditamente in sede l'inchiesta pubblica, da cui scaturiscono pareri specialistici contrastanti, poiché preponderanti per la salute pubblica appaiono rendere necessaria la superiore o vigilanza e controllo preventivo da parte del ministero dell'Ambiente”. Problematiche, ricorda l'avvocato Antognetti, relative ad acque, sottosuolo, emissioni pericolose e rischi in materia di sicurezza. Il menzionato ministero dell'Ambiente, ricordiamo, è già stato più volte tirato per la giacca da comitati e associazioni a ridosso delle elezioni regionali, con la richiesta, formulata anche vis a vis al ministro Costa, di intervenire e bloccare l'iter dell'impianto.

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