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Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 Maggio - ore 21.34

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Digestore, i comitati: "Se procedimento è illegittimo inchiesta pubblica non ha valore"

La risposta all'assessore regionale Giacomo Giampedrone.

"Paciugo amministrativo"

Sarzana - Val di Magra - "Il Piano del 2002 prevedeva nel sito di Saliceti solo un impianto di trattamento meccanico biologico per i rifiuti indifferenziati mentre per l’organico prevede un impianto aerobico per produrre compost di qualità (quindi un qualcosa di completamente diverso dal biodigestore proposto oggi). È vero che all’epoca non si parlava ancora di biodigestori ma è altrettanto vero che citare quel Piano oggi non ha senso. Anzi se venisse ripreso come riferimento è indiscutibile che i siti più adeguati per il biodigestore sarebbero altri a cominciare da Boscalino. Basta mettete a confronto le schede dei vari siti contenute nel capitolo 11 del Piano del 2002". Così il Coordinamento dei comitati no biodigestore Saliceti replica all'assessore regionale all'Ambiente Giacomo Giampedrone.

"Nessuno ha detto che l’Inchiesta Pubblica è in sé è una buffonata - proseguono -. Vogliamo ricordare all’Assessore che è stata la Giunta regionale ligure anche recentemente a negarla ad esempio per il progetto di biodigestore di Taggia nonostante la richiesta fosse arrivata direttamente dal Sindaco di quel Comune. Il punto critico è un altro: l’Inchiesta Pubblica proposta per il digestore spezzino si inserisce in una procedura che riteniamo illegittima in quanto l’attuale vigente Piano rifiuti per la provincia di Spezia (recepito dal Piano di Ambito Regionale votato anche dalla Amministrazione Regionale) prevede come sito unico per il biodigestore spezzino quello di Boscalino. Se si vuole modificare il sito occorre variare il Piano e fare una nuova valutazione ambientale di questa variante. Se la Regione adotterà questa procedura ponendo a confronto più siti (come faceva il Piano del 2002 citato quindi a sproposito dall’Assessore Regionale) come pure soluzione tecnologiche diverse per chiudere la gestione del ciclo dei rifiuti spezzini, allora saremo ben lieti di partecipare ad una Inchiesta Pubblica".

"Quindi caro Assessore il - concludono - il paciugo amministrativo l’avete fatto voi tornando indietro da una scelta già fatto lo scorso agosto senza adeguate motivazioni violando le procedure di legge. Noi siamo gente seria pronta al confronto ma non avvalleremo mai atti di arroganza politica e confusione amministrativa fatti ad un territorio come quello della piana di Santo Stefano che ha pagato e sta pagando un prezzo pesantissimo in termini ambientali, sanitari e sociali. L’Assessore dovrebbe sapere che l’Inchiesta Pubblica una volta avviata è interna al procedimento decisionale, se il procedimento è illegittimo non ha alcun valore neppure l’Inchiesta Pubblica. Queste sono le vere questioni evase dalle dichiarazioni dell’Assessore, le polemiche partitiche e politichesi non ci interessano e gli errori di chi ha governato, nel passato, il nostro territorio li conosciamo bene visto che li abbiamo combattuti a suo tempo mentre chi governa ora faceva altro".

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