Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Venerdì 29 Maggio - ore 16.36

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Digestore, i comitati: "Ora la politica passi dalle parole ai fatti"

Attivisti preoccupati dopo la chiacchierata sul web tra Legambiente e Amiu: "Nessun investimento per impianto a Genova, diventeremo la pattumiera del capoluogo. Ora chi ha detto di condividere la nostra battaglia si muova concretamente".

"Le prediche di Toti e Giampedrone"

Sarzana - Val di Magra - “Ai politici spezzini di Lega, Liguria Popolare, Cinque Stelle, Italia Viva, Pd, Leu, E’ Viva, Sinistra Italiana e Rifondazione, che negli incontri avuti con noi condividevano le critiche al progetto di digestore a Saliceti, chiediamo di passare dalle parole ai fatti. Chiediamo loro di assumere, dove sono al governo, nei Comuni, in Provincia, in Regione iniziative per rivedere il Piano dei rifiuti, almeno per la Forsu, con l’obiettivo di riconsiderare il sito, a forte rischio idrogeologico e sismico, le quantità di organico da trattare e le migliori tecnologie da adottare in base alle esigenze della nostra provincia”. Così tuonano Comitato No Biodigestore, Sarzana, che botta!, Acqua Bene Comune, Italia Nostra, Legambiente, Cittadinanzattiva. E non è un promemoria casuale, ma una nota diramata dopo aver assistito al dibattito tenutosi in questi giorni nel salotto web di Legambiente Liguria. L'incontro, moderato dal presidente regionale legambientino Santo Grammatico, ha visto intervenire il vertice nazionale dell'associazione, Stefano Ciafiani, e i dirigenti Amiu Pietro Pongiglion e Tiziana Merlino, rispettivamente presidente e direttore della società in house che si occupa di rifiuti nella Città metropolitana di Genova.

A far saltare sulla sedia i comitati spezzini, alcune dichiarazioni dei vertici Amiu. In particolare – a parlare è la direttrice Merlino -, considerazioni come “un impianto di biodigestione va visto a livello complessivo, di regione, la Liguria è piccola. Non va bene avere impianti non utilizzati in maniera efficiente” o ancora “arrivare al 65 per cento di raccola differenziata, per Genova, non è impossibile, ma servono investimenti. Noi fino ad oggi abbiamo avuto la limitazione di un contratto di servizio che scade a fine 2020. Senza una prospettiva di continuità aziendale non possiamo pensare a investimenti che possano fare una svolta, sia dal punto di vista impiantistico, sia da quello della raccolta”.

“Genova rinuncia a costruire un biodigestore – osservano quindi dai comitati -. Lo hanno dichiarato i massimi vertici dell’Amiu nel corso del dibattito organizzato da Legambiente Liguria. Il presidente Pongiglione e la direttrice Merlino hanno motivato la decisione con due argomenti. Il primo: il contratto di servizio che lega la Città metropolitana e il Tigullio ad Amiu scade il prossimo 31 dicembre. Non hanno certezza che venga rinnovato. Quindi non programmano investimenti in nuovi impianti. L’ultimo progettato è un impianto TMB per trattare l’indifferenziata, che vedrà la luce (forse) nel 2023. Secondo motivo: la raccolta differenziata a Genova non decolla. E’ ancora al 34 per cento. La Forsu (cioè l’umido) è insufficiente per un biodigestore. La direttrice Tiziana Merlino è stata esplicita. Ha detto che la Liguria è piccola e che sul biodigestore si deve avere un approccio regionale, per non trovarsi con impianti sotto utilizzati e quindi inefficienti. Amiu fa affidamento sul fatto che il digestore lo fanno nel Levante ligure. Cioè alla Spezia, quello progettato da Recos a Saliceti per 90 mila tonnellate, il triplo del fabbisogno spezzino”.

“Se qualche politico o sindacalista spezzino nutriva dubbi che la nostra provincia fosse destinata a diventare sempre di più la pattumiera di Genova, è servito. I predicozzi che ci hanno somministrato fino a oggi il presidente Toti e l’assessore Giampedrone sulla necessità di chiudere il ciclo dei rifiuti, li indirizzino a Genova e al Tigullio, loro che non hanno fatto nulla per sollecitare la raccolta differenziata nel genovese. Non impartiscano lezioncine a una provincia che ha già a Saliceti un impianto di trattamento di 'secco non riciclabile', autorizzato per 105 mila tonnellate l’anno, quando alla Spezia ne produciamo meno di 33 mila. Tutta la restante capacità dell’impianto Tmb di Saliceti è al servizio di Genova, che ogni anno produce 250.000 tonnellate di indifferenziato”, concludono Comitato No Biodigestore, Sarzana, che botta!, Acqua Bene Comune, Italia Nostra, Legambiente, Cittadinanzattiva.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia
















Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News