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Comitato no biodigestore: "Santo Stefano e Vezzano si rivolgano all'Anac"

L'appello: "Facciano come Lerici, che ha individuato argomenti anche più penetrati rispetto a quelli evidenziati da Sarzana che botta".

Anticorruzione

Sarzana - Val di Magra - “Chiediamo a chi ci rappresenta in Comune a Santo Stefano, sia come maggioranza, sia come opposizione, di presentare una segnalazione ad Anac e Agcom, magari individuando, come ha già fatto il Comune di Lerici, altri argomenti, anche più penetranti di quelli evidenziati dal Comitato Sarzana, che botta! Analoga richiesta l’abbiamo inoltrata al Comune di Vezzano. Da cittadini non possiamo accettare che i comuni non facciano sentire la propria voce in difesa dei nostri interessi davanti all’autorità competente a vigilare sugli appalti e alla loro corretta esecuzione. Furono i Comuni il 27 marzo 2015 a votare gli atti di gara. Ora facciano rispettare la loro volontà per non rendersi complici di un ingiusto profitto a nostro danno. Abbiamo inviato il nostro appello al sindaco Paola Sisti, al Vice Sindaco Alessandro Capetta, agli assessori Jacopo Alberghi, Gionni Giannarelli e ai consiglieri comunali Chiara Battistini, Paola Lazzoni, Nicla Messora, Alberto Monticelli, Francesco Ponzanelli, Emilio Ratti, Pietro Serarcangeli, Salvatore Stelitano, Angelo Zangani”. Lo afferma in una nota diramata oggi il Comitato No Biodigestore, che rimarca “apprezzamento al sindaco Paola Sisti, che ha contestato la lettera di Recos” e che “ci ha fatto altresì piacere apprendere che il sindaco Massimo Bertoni ha presentato una richiesta d’intervento alla Presidenza del Consiglio. Ci aspettiamo che con atti significativi le amministrazioni facciano tutto il possibile per contrastare questo assurdo progetto”.

Un appello, quello del sodalizio che si oppone alla realizzazione dell'impianto di digestione anaerobica di organico a Saliceti, che si interseca con lo scambio dei giorni scorsi tra il comitato Sarzana che Botta e la società Recos, intervenuta attraverso il presidente Castagnetti. “Recos dice (QUI l'intervento della società, ndr) che l’esito della gara europea con cui nel 2016 Iren si è aggiudicata la gestione del servizio dei rifiuti in provincia è inoppugnabile – osservano gli attivisti -. Ma è proprio quello che assieme al comitato sarzanese sosteniamo noi di No Biodigestore Saliceti, Legambiente, Cittadinanzattiva, Italia Nostra, Acqua Bene Comune, tanto che l’8 dicembre scorso abbiamo inviato una diffida al presidente della Provincia Pierluigi Peracchini, al vicepresidente Francesco Ponzanelli e al consiglio provinciale, affinché diano attuazione al contratto di servizio, seguito a quella gara, e alla delibera 48/2018, che ne prevede l’attuazione. Dallo studio del Comitato Sarzana che Botta emerge che Iren si aggiudicò la gara indicando Boscalino, come sito idoneo a ospitare un digestore anaerobico per rifiuti organici con produzione di metano per La Spezia e Tigullio. Presentò addirittura un progetto preliminare. Iren aveva legato alla realizzazione dell’impianto una tariffa di conferimento a carico dei Comuni di 89 euro a tonnellata, invece degli attuali 110 euro del Piano economico finanziario del progetto Saliceti. In sede di preselezione di gara la concorrente Bioner aveva proposto una tariffa per l’indifferenziato da smaltire al Tmb di 155 euro a tonnellata, offerta scartata dai commissari di gara perché troppo bassa. Noi spezzini oggi paghiamo 181,5 e Genova paga 110 euro per smaltire la sua Rsu nel nostro Tmb! Inoltre a carico di Recos vi era la bonifica del sito di Boscalino e la demolizione dell’inceneritore".

"Dunque - concludono dal sodalizio - dal progetto di digestore da 90mila tonnellate totali di Saliceti ci guadagna solo Recos. Una maggiorazione del business di 222 milioni. A noi spezzini invece la Tari sempre più pesante e tutti i rischi ambientali e sanitari”. Di qui l'appello alle amministrazione di Santo Stefano e Vezzano perché facciano esposti 'simil lericini' all'Autorità nazionale anticorruzione e all'Autorità garante della concorrenza e del mercato.

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