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Brina, avanti di carte bollate. Più indagini alla ex Ceramica

Prosegue a suon di carte bollate la tenzone tra il Comune di Santo Stefano e la società Castagna Settimo srl, che si occupa dell'operazione di riambientalizzazione della ex cava della Brina, sulle prime alture alle spalle di Belaso. A questo giro in

Bonifica alla Vaccari
Brina, avanti di carte bollate. Più indagini alla ex Ceramica

Sarzana - Val di Magra - Prosegue a suon di carte bollate la tenzone tra il Comune di Santo Stefano e la società Castagna Settimo srl, che si occupa dell'operazione di riambientalizzazione della ex cava della Brina, sulle prime alture alle spalle di Belaso. A questo giro in ballo c'è l'ordinanza siglata dal sindaco Paola Sisti lo scorso giugno, provvedimento con il quale la prima cittadina intimava al privato di rimuovere dalla ex cava, segnatamente dalla porzione oggetto di sequestro da parte della Procura, quel materiale abbancato qualificabile come rifiuto, e quindi non conforme alla tipologia di materiale adatto all'operazione di riambientalizzazione. Era il 22 settembre scorso quando a Palazzo civico è stato notificato il ricorso al Tar da parte della Castagna, contro Comune e Arpal, per l'ordinanza diramata a giugno. Il 25 novembre scorso il Tribunale amministrativo della Liguria ha rigettato la richiesta di sospensivadell'ordinanza formulata dalla società Castagna e questa ha proposto appello cautelare nei confronti del verdetto dei magistrati genovesi; anche in questo aspetto si inserisce l'amministrazione comunale di Santo Stefano, che, con impegno di spesa di circa 7mila euro, ha dato mandato all'avvocato Riccardo Biga di tutelare l'ente e costituirsi in giudizio nell'ambito del procedimento cautelare innescato dalla reazione del privato alla mancata sospensiva decisa dal Tribunale amministrativo. Si attendono quindi gli esiti di questa nuova mandata della vicenda Brina, che, per quanto riguarda l'indagine penale (legata al doppio sequestro effettuato dalla Procura nell'area di cantiere), vedrà svolgersi nel corso di questo mese l'udienza preliminare, nella quale saranno disposti gli eventuali rinvii a giudizio.

E praticamente ai piedi della ex cava della Brina c'è un'altra nota pratica santostefanese che tocca questioni ambientali: la ex Ceramica Vaccari, bisognosa di operazioni di bonifica. L'ultima pagina in merito è l'approvazione da parte della giunta comunale, nei giorni scorsi, del progetto (valore 40mila euro) relativo all'implementazione delle indagini per la caratterizzazione finalizzata all'integrazione del Pob, cioè il Piano operativo di bonifica. Il piano integrativo, elaborato dal geologo Jacopo Tinti dell'associazione professionale Theia, prevede indagini ambientali, anche eventualmente finalizzate a delimitare i perimetri e i volumi degli 'hotspot' di bonifica. Di queste procedure si occupa il Comune di Santo Stefano, agendo “in danno al soggetto inadempiente rappresentato dalla Ceramica ligure srl in liquidazione, sottoposta a procedura fallimentare”, come si ricorda in delibera.

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