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Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Marzo - ore 20.40

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Biodigestore, dalla Regione: "Strategico farlo rapidamente"

L'assessore Giampedrone rivendica i risultati sui rifiuti. E nella nota, per quanto riguarda la location, si parla genericamente di "Spezzino".

"CARENZA DI IMPIANTI"
Biodigestore, dalla Regione: "Strategico farlo rapidamente"

Sarzana - Val di Magra - L’assessore regionale all'Ambiente, Giacomo Giampedrone, stamani ha partecipato a Genova al seminario 'Servizi ambientali: pianificazione, governance e gestione dei servizi'. “Il nostro impegno primario – ha spiegato Giampedrone - è stato superare il sistema di gestione che abbiamo ereditato. La situazione che abbiamo trovato al nostro arrivo era dominata da frammentazione e scarsa efficienza. In tre anni abbiamo aumentato del 10 % la raccolta differenziata a livello regionale ed abbiamo portato a 100 il numero dei Comuni che superano il 65%. Si tratta di dati del 2017: a breve avremo la fotografia del 2018, in cui si annunciano ulteriori progressi”. L'ex sindaco di Ameglia ha ripercorso l'iter che ha visto l'approvazione dei piani rifiuti provinciali e successivamente del Piano d'ambito.

Documento, questo, che – ancora Giampedrone - “prevede impianti di trattamento del rifiuto residuo, biodigestori anaerobici per la frazione organica e discariche in poli unici a Taggia (IM), Vado Ligure (SV) e Genova Scarpino, oltre agli impianti di produzione di combustibile (derivato da rifiuti o solido secondario) e di biodigestione anaerobica nello Spezzino”. Saliceti? Boscalino? Questo la nota non lo specifica. “Nell’estremo levante non è prevista la realizzazione di una discarica di servizio, grazie all’utilizzo della discarica genovese in contropartita al trattamento di parte dei rifiuti urbani residuali e della parte umida proveniente da Genova negli impianti locali”, ha aggiunto l'assessore illustrato i termini della 'contropartita'. “In discarica, in ogni caso, non potrà andare in prima battuta oltre il 45% del rifiuto indifferenziato prodotto, limite che calerà progressivamente per armonizzarsi ai futuri obiettivi comunitari”, spiega la Regione con una nota d'accompagnamento alle dichiarazioni dell'esponente spezzino della giunta Toti.

Un comunicato in cui si evidenzia che “la carenza di impianti continua a rappresentare la criticità principale per la regione, a cui si riconnette direttamente la situazione emergenziale che riguarda il territorio metropolitano, ulteriormente acuita a seguito dei tragici eventi relativi al crollo del Ponte Morandi. La Regione ha continuato a farsi carico di tutti gli strumenti amministrativi e tecnici necessari alla gestione di questa difficile fase, da ultimo approvando, a fine 2018, un 'Programma straordinario per la gestione emergenziale dei rifiuti sul territorio ligure a valere per gli anni 2019/2020' [...] In tale documento viene ulteriormente rimarcata la volontà di utilizzare in primis gli impianti liguri al fine di soddisfare i fabbisogni di trattamento, pur in un quadro variegato di soluzioni che comprendono l’Accordo Interregionale con Regione Piemonte e il ricorso diretto a termovalorizzatori lombardi per quota parte delle necessità, con il vincolo di trattare almeno il 65% del totale sul territorio ligure”.

Un paio di righe dopo torna il tema dei biodigestori, caldissimo nello Spezzino, in particolare in Val di Magra, visto che Saliceti è al confine tra Vezzano e Santo Stefano e Boscalino è in terra arcolana. “Ferma restando la necessità di implementare impianti di trattamento dell’indifferenziato per colmare le carenze impiantistiche dell’area metropolitana - si legge -, risulta particolarmente strategico dotare rapidamente la Liguria anche degli impianti destinati al crescente fabbisogno di trattamento della frazione organica (come il biodigestore anaerobico spezzino, ndr), con recupero di materia ed energia, i cui costi stanno rapidamente levitando a causa del deficit impiantistico complessivo, rendendo sempre meno incentivante la raccolta della Forsu (cioè l'organico, ndr). È chiaro che senza impianti specializzati non sarà possibile arrivare all’auspicata svolta. Le politiche di prevenzione e di riuso non bastano se la spinta al riciclaggio ed al recupero non è accompagnata da adeguata infrastrutturazione, unitamente ad una semplificazione e maggior chiarezza normativa, e da opportuni strumenti modulabili di sostegno fiscale ed economico”.

Infine la Regione, nella medesima nota, assicura che “manterrà il proprio impegno a fianco degli Enti territoriali, con una costante attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica delle soluzioni individuate, all’equilibrio tra territori, ed al monitoraggio dell’andamento complessivo, a garanzia del percorso pianificato, ma con una visione che non esclude, a fronte di accertate ed oggettive necessità, il necessario grado di flessibilità”.

(foto: assemblea arcolana sul digestore)

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