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Biodigestore, comitati sul piede di guerra: "Costantemente snobbati dalla Regione"

Ieri sera affollata assemblea sulle "ragioni del no" con cittadini, esperti, politici ed amministratori. Presenta anche un comitato reggiano: "La salute non ha prezzo".

Ricorso

Sarzana - Val di Magra - “La Regione Liguria è la grande assente in questi dibattiti”. Così ieri sera Carla Bertolotti del coordinamento dei comitati “No biodigestore” in apertura dell'incontro “Le ragioni del No” tenutosi nella sala consiliare della ex Vaccari di Ponzano. Un'assemblea gremita – cosa non scontata visto il periodo estivo – che ha visto la presenza di amministratori locali come il sindaco Sisti, il vicesindaco di Arcola Tinfena, i consiglieri regionali M5S Salvatore e De Ferrari, consiglieri comunali santostefanesi di maggioranza e opposizione, ma nessun esponente dell'ente regionale.
“Li abbiamo sempre invitati – ha proseguito – dal presidente Toti all'assessore all'ambiente Giampedrone, dai consiglieri alla senatrice che abita sul nostro territorio (Pucciarelli, ndr) ma non abbiamo mai avuto risposta. Siamo stati pazienti ma anche la pazienza ha un limite e chiediamo pubblicamente che la Regione dia un segno di attenzione nei confronti dei cittadini di Santo Stefano e della Val di Magra. Abbiamo saputo – ha rimarcato Bertolotti – che una decina di giorni fa proprio Toti e Giampedrone sono venuti a visitare un'azienda agricola proprio qui ma non gli è venuto nemmeno in mente di incontrarci. Ci snobbano e lo vogliamo denunciare pubblicamente anche perché la Regione vuole bypassare i procedimenti”.

La serata ha visto anche la partecipazione di diversi ospiti che hanno analizzato diversi aspetti derivanti dall'installazione del nuovo impianto a Saliceti, facendo riferimento ad esempio all'impatto sull'acqua, alla situazione di salute del territorio e alla gestione dei rifiuti.
Il geologo Giovanni Raggi ha infatti analizzato il quadro idrogeologico soffermandosi sulla vicinanza di Saliceti ai pozzi Acam di Fornola e ricordato l'episodio del 1986 quando nei pozzi di Ceparana si registrò un forte inquinamento da trielina causato dalle vicine lavorazioni industriali. Fabio Musumeci, presidente dell'Associazione italiana compostaggio, ha quindi illustrato il principio di sussidiarietà nella gestione dell'organico. “Spingete i comuni a creare albi dei compostatori – ha esortato – e non delegate ad altri la gestione dei rifiuti e dell'organico”.

“Quando si va ad inserire un processo produttivo senza analizzare la situazione della salute, attualmente non ottimale, si rischia di fare un danno” ha invece sottolineato Franco Vaira, specialista di oncologia dell'Asl 5. Nel suo intervento ha infatti ricordato anche il rapporto “Sentieri” sugli insediamenti esposti a rischio inquinamento che in Liguria cita i siti di Cogoleto, Stoppani e ovviamente Pitelli, e nelle sue conclusioni evidenzia come nei territori fra Lerici e La Spezia le malattie respiratorie sono in eccesso e l'incidenza dei mesoteliomi maligni è risultata nettamente superiore rispetto alla popolazione di riferimento nelle altre regioni del Nord Ovest. Uno studio Asl 5 sull'incidenza dei tumori correlati all'ambiente nello spezzino (nel periodo 2002-2005) indica un eccesso di tumori del sistema nervoso centrale negli uomini, specie nel distretto della Val di Magra, e un eccesso di rischio per leucemie, rispetto ai dati di Genova, per entrambi i sessi. “Anche sul biodigestore – ha concluso Vaira in riferimento al procedimento anaerobico – ci sono poche certezze”.
Infine Valerio Gennaro, oncologo e membro del Comitato tecnico scientifico nazionale dell'Isde (Medici per l'ambiente). “Abbiamo mappato tutta la Liguria con i dati Istat – ha detto – cosa che avrebbe potuto fare anche la Regione per dare informazioni sul livello di salute del territorio. È necessario controllare la qualità dell'acqua e iniziare a ragionare sulla salute collettiva”.

Significative anche le parole dei rappresentati del Coordinamento Provinciale comitati ambiente e salute di Reggio Emilia che stanno conducendo un'analoga battaglia contro l'installazione di un impianto per la produzione di biometano nella frazione di Gavassa. “Un impianto da 167mila tonnellate, lo vuole fare Iren – ha sottolineato Emiliano Codeluppi – quindi siamo anche 'parenti'. Stiamo affrontando la medesima questione e vi esortiamo a non farvi mettere il cartellino perché la vostra salute non ha prezzo, perché i soldi che farebbero arrivare in compensazione sarebbero comunque pagati da voi con le bollette. L'impianto di Reggio sarà costruito con una capacità potenziale massima di 250mila tonnellate e una volta ricevuta l'autorizzazione potrà essere aggiornato per ricevere anche da altre tre province”.

Come anticipato nei giorni precedenti alla serata ha preso parte anche il Comitato Sarzana, che botta!: “Pur essendo fuori dai confini interessati dal biodigestore – ha affermato Carlo Ruocco – ci siamo interessati alla vicenda per la questione delle riserve idriche. È necessario affrontare il problema di Saliceti cercando di costruire alternative possibili e contrastandolo anche in modo politico visto che c'è una senatrice eletta in questa zona il cui partito usa lo slogan “ciascuno padrone a casa propria” ma noi rischiamo di diventare la pattumiera del Tigullio e della parte “ricca” della Liguria, con una giunta regionale che consulta sempre i portatori di interessi economici e mai i comitati”.

“L'assemblea è stata illuminante – ha concluso il sindaco Sisti –, c'è bisogno di una riflessione profonda anche a livello nazionale per valutare le politiche dei rifiuti che devono portare a scelte precise. Come Comune abbiamo presentato il ricorso per fermare la procedura e riaprire la discussione ma abbiamo bisogno di tutti. Mi aspetto coerenza politica dal mio consiglio comunale e da quello regionale”.
Intanto la mobilitazione dei comitati continua e dopo le assemblee presto potrebbero avviare nuove iniziative per scongiurare l'installazione dell'impianto.

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