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Ultimo aggiornamento: Sabato 25 Maggio - ore 21.10

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Bimbo senza vaccino ancora sospeso dalla scuola materna "Lalli"

Prosegue lo scontro fra la famiglia e l'amministrazione. L'avvocato Carmisciano: "Esclusione dai profili discriminatori", per la controparte si tratta di "Atto dovuto".

"Mio figlio non merita questo trattamento"
Bimbo senza vaccino ancora sospeso dalla scuola materna "Lalli"

Sarzana - Val di Magra - Non è più entrato alla scuola materna Lalli di Sarzana dall'11 marzo scorso il bimbo di quasi cinque anni estromesso dalle lezioni perché non in regola con i vaccini. “Dieci giorni dopo - racconta la madre – avendo la richiesta formale di appuntamento con l'Asl come previsto dalla legge, lo avevo riportato a scuola trovando però “un plotone di esecuzione” davanti all'ingresso, che mi aveva costretta a riportarlo a casa in lacrime”. Dal 21 marzo lo scambio di email e telefonate fra l'avvocato pisano Monica Carmisciano, incaricata dalla donna, e il responsabile dell'ufficio scolastico Andrea Cargiolli è proseguito ininterrottamente fino al pronunciamento del segretario generale Guerrera che ha sottolineato come “La sospensione della frequenza scolastica potrà essere riconsiderata nel momento in cui perverrà idonea documentazione in ordine alla regolarità della situazione vaccinale dell’alunno”.

“Dopo la discutibile estromissione da scuola del bimbo – spiega però Carmisciano – la mia cliente aveva presentato il documento con il quale attestava l'appuntamento del prossimo 11 aprile con Asl per ottemperare alla normativa sottoponendolo ai vaccini. Per questo avrebbero dovuto automaticamente riammetterlo, visto che vi sono altri minori nella sua stessa situazione che frequentano regolarmente la scuola dell'infanzia. La sua esclusione, che non ci risulta sia stata comunicata all'Asl, è dunque suscettibile di alcune violazioni delle norme con profili persino discriminatori, non ci sono altri casi come il suo in zona. Pur avendone la possibilità – precisa – non presenteremo ricorso al Tar ma stiamo prendendo in considerazione l'ipotesi di sporgere denuncia per il modo in cui il bimbo e la mamma sono stati allontanati e di chiedere un risarcimento visto che da allora non è più tornato a scuola”.

Dal canto suo l'Amministrazione con Guerrera ha ribadito come “A settembre 2018 constatata la mancata consegna di qualsivoglia documentazione relativa alla situazione vaccinale, i genitori erano stati formalmente invitati a presentare al più presto i documenti. A distanza di mesi, e trascorsa la scadenza del 10 marzo – termine ultimo indicato dalla normativa anche per coloro che si erano avvalsi della possibilità di produrre autocertificazione – la sospensione della frequenza si è configurata inevitabilmente come atto dovuto. La prenotazione vaccinale si ritiene non assumibile tra i documenti idonei a giustificare un provvedimento di reinserimento. In caso di avvio di percorso vaccinale idoneamente documentato il provvedimento potrà essere revocato”.
Ma il nodo del 10 marzo era stato inteso, come da norma, relativo solo a coloro che avevano presentato un'autocertificazione ad inizio anno. “Cosa che non ho fatto – conclude la madre – perché pur essendo contro questa legge non avrei dichiarato il falso. Sono nel giusto e ho fatto quanto previsto dalla legge, mio figlio non merita di essere trattato in questo modo”.

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