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Azione erosiva del Magra, Legambiente: "I problemi non si risolvono con le ruspe"

Azione erosiva del Magra, Legambiente: "I problemi non si risolvono con le ruspe"

Sarzana - Val di Magra - Interveniamo al riguardo degli allarmi lanciati da amministratori e consiglieri dei comuni di Vezzano e Arcola riguardo all’azione erosiva del Fiume Magra in alcune località di questi comuni. Rileviamo che, come purtroppo succede spesso, chi amministra il territorio dimostra di non avere sufficiente conoscenza delle dinamiche fluviali e della reale condizione ecologica e idrogeologica del fiume. L’affermazione di un tecnico comunale che avrebbe constatato “a vista” la formazione di un rilevato di sabbia a centro fiume che potrebbe deviare la corrente in casi di piena alluvionale fino al tunnel di Corea non ha infatti alcun fondamento scientifico.

Intanto le cosiddette isole non derivano da sovralluvionamento, ma da incisione, che purtroppo, per il deficit solido del bacino, prosegue, sia puro a ritmi rallentati, fin dalle grandi escavazioni del periodo 1954 – 1982; è il motivo per cui non si può ancora abbattere il sistema di briglie costruito negli anni ’80 tra Romito e Piana Battolla sul Vara. Quanto al fatto che il fiume possa muoversi: l'alveo del fiume ha una sua mobilità naturale. Tale mobilità è limitata dagli argini di piena previsti dall'Autorità di bacino e in buona parte già realizzati.

Sulla riva sinistra tra Piano di Vezzano e Alberone (Sarzana) l'argine è rappresentato dal rilevato autostradale, anche se non ancora sistemato per essere argine, tranne che a Battifollo dove è previsto un argine ad hoc. Sulla riva destra, a Romito, un argine c’è già.
Fin dall’approvazione del Piano di Assetto Idrogeologico dell’autorità di bacino (PAI) si sa che i terreni che si trovano all’interno della cosiddetta Fascia di Riassetto Fluviale (FRF), cioè tra i due argini, sono a rischio delle piene, indipendentemente che si tratti di incolti, aree agricole o campi sportivi.

Gli interventi sollecitati dagli amministratori in questione sono del solito tipo di quelli realizzati negli anni scorsi per i cosiddetti “sovralluvionamenti”, in assenza di rigorosi studi idraulici propedeutici, e che con ogni probabilità sono la causa delle modifiche dell’andamento del corso d’acqua che stanno generando il problema sollevato. Ovvero: si interviene, senza adeguata giustificazione scientifica, in un punto e si genera così un altro problema a valle!
Non è con le ruspe, o peggio, le escavazioni che si risolvono i problemi. Uniamoci invece, ambientalisti, cittadini e amministratori, nel chiedere che il nostro fiume venga fornito di una adeguato e aggiornato studio idraulico per fornirci quelle informazioni utili a interpretare le modifiche del fiume ed evitare di ripetere gli errori del passato.

Il circolo Legambiente Val di Magra

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