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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Febbraio - ore 20.40

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Autodifesa femminile, in 230 per il corso gratuito alla ex Vaccari

Boom di iscrizioni per l'iniziativa promossa dal Comune di Santo Stefano. Il magistrato Brusacà: "Femminicidio fenomeno che tocca ogni classe sociale". Lo psichiatra Moretti: "No alla donna ipersessualizzata e stupida".

Autodifesa femminile, in 230 per il corso gratuito alla ex Vaccari

Sarzana - Val di Magra - Numeri da capogiro per il corso gratuito di difesa personale femminile lanciato dal Comune di Santo Stefano Magra. Il tetto di 80 partecipanti è stato ben presto messo da parte e sono state accolte le oltre 230 iscrizioni pervenute da tutto lo Spezzino, con sparuti e graditi interessamenti anche oltre provincia. Le iscritte hanno affollato oggi pomeriggio l'ex Opificio calibratura della Ceramica Vaccari per assistere a un convegno dedicato ai temi della violenza sulle donne, della legittima difesa, del bullismo, al quale ha fatto seguito la prima lezione pratica del corso, che si snoderà in otto appuntamenti. L'organizzazione ringrazia la New Generatin Sound di Valentino Ciuffardi per la cura della parte audio, sempre una sfida complessa all'Opificio.

Dopo il saluto del sindaco Paola Sisti, dell'agente della Polizia locale santostefanese Andrea Prassini, del comandante della Compagnia dei Carabinieri di Sarzana, Federico Silvestri e del capitano Salvatore D'Angelo, al vertice della Tenenza sarzanese della Guardia di Finanza, sono intervenuti Diana Brusacà, presidente della Sezione penale del Tribunale della Spezia; lo psichiatra Leonardo Moretti, presidente della Società italiana per la ricerca e la formazione in Psicopatologia clinica; infine l'istruttore del corso Francesco De Benedittis, docente di difesa personale e appuntato scelto della Guardia di Finanza.

"Difendersi da un'aggressione significa esporsi a potenziali rischi processuali - ha messo in guardia la dott.ssa Brusacà -. Legittimo difendersi, ma la reazione deve essere proporzionata all'offesa, al pericolo. Non si può ridurre in fin di vita uno stupido chiacchierone che fa apprezzamenti sessuali pesanti, per fare un esempio". Il magistrato ha poi affermato che "il femminicidio - ha aggiunto - è un omicidio della donna in quanto donna. Ed è un fenomeno che riguarda tutte le classi sociali, senza distinzione". La dott.ssa Brusacà ha inoltre provveduto a scandagliare l'articolo 52 del Codice penale, che disciplina la legittima difesa, muovendosi tra i numerosi casi di cronaca nazionale che hanno fatto risuonare questo delicato tema.

Il dottor Moretti, numeri alla mano, ha inteso chiarire quanto il femminicidio in Italia sia un fenomeno tristemente attuale: "Nei primi dieci mesi del 2017, 114 casi: uno ogni due giorni". Lo psichiatra ha poi puntato il dito contro l'immagine "ipersessualizzata e stupida" che viene spesso cucita addosso alle donne, donne che oggi come non mai, grazie ai nuovi media, possono diventare carne da macello: "Il filmato di una ragazzina ubriaca che si concede sessualmente impiega appena 48 ore a raggiungere le 300mila visualizzazioni. La vittima di una tale esposizione può arrivare a pensare che l'unica soluzione sia il suicidio".

"Cominceremo con un quarto d'ora di corsa e poi ci avvicineremo a tecniche di difesa di base, accessibili a tutti - ha concluso De Benedittis, presentando il ciclo di lezioni-. Ma ricordiamo che la cosa più importante è sempre evitare lo scontro, se possibile. Questo corso darà alle partecipanti più consapevolezza nelle loro potenzialità. Chi vorrà, in seguito potrà continuare con pratica e approfondimento, raggiungendo risultati apprezzabili".

Un attimo dopo, guidate da De Benedittis e dai suoi collaboratori, la cospicua schiera di donne presenti - dai 20 ai 60 anni o qualcosa di più - ha cominciato con un po' di corsetta dentro l'ex Opificio, riscaldamento propedeutico all'acquisizione dei primi rudimenti di autodifesa femminile. La carica delle 230 in capo a un paio di settimane (l'ultima lezione è prevista il 7 febbraio) avrà un bel bagaglio di base per fronteggiare malintenzionati che malauguratamente dovessero degnarle di sgradita attenzione.

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