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Antognetti: "Sul piano spiagge ci sono ancora 50 pagine di ricorso"

L'avvocato dei titolari di Pitì e Tramontana: "Basta strumentalizzazioni sui miei clienti. Rinuncia al giudizio su bando per spiagge libere è vittoria personale e sostanziale del mio assistito".

levata di scudi su marinella
Antognetti: "Sul piano spiagge ci sono ancora 50 pagine di ricorso"

Sarzana - Val di Magra - “Non posso permettere che si strumentalizzi pubblicamente per altre finalità una chiara posizione dei miei clienti titolari di chioschi balneari”. Inizia così l'intervento di Alberto Antognetti, avvocato dei titolari di Tramontana e Pitì i quali hanno deciso di ritirare il ricorso al Tar sul bando del Comune di Sarzana per l'affidamento delle spiagge libere, e di proseguire la battaglia legale sul fronte del piano spiagge. (QUI)

“E' superfluo – osserva il legale – riferire a chi dovrebbe conoscere le questioni giuridiche che la rinunzia da parte del mio assistito Garbati agli atti del giudizio relativi al bando, altro non rappresenta che il riconoscimento di una vittoria personale e sostanziale. Nei primi giorni di giugno 2020 – prosegue – ai miei assistiti veniva intimato verbalmente che da lì a breve i loro chioschi sarebbero stati demoliti in conformità alle regole, a nostro parare gravemente illegittime, approvate da questa amministrazione secondo cui il soggetto che fosse divenuto proprietario dell'area – che noi riteniamo demaniale – avrebbe potuto procedere ex abrupto (senza preavviso) alla immediata demolizione dei manufatti”. Come spiega l'avvocato però il problema è stato superato “poiché si è saputo che il rogito di compravendita dell'area già prefissato veniva sospeso dalle parti venditrice e acquirente interessate”.

“Quindi – afferma ancora Antognetti – non vi era più il pericolo incombente di un soggetto attuatore con illegittimi poteri demolitori dei chioschi e quindi non vi è più la necessità di ottenere una tutela cautelare protesa ad evitare la demolizione. L'impugnazione al bando di pulizia spiaggia e salvamento bagnanti posta all'interno e a margine dell'impugnazione al principale piano spiagge, altro non rappresenta che un rafforzamento di un vizio derivato dal noto conflitto di interesse che avrebbe dovuto rafforzare la sospensiva della possibile demolizione dei chioschi. Alla data del 22 luglio il mio assistito non avrebbe potuto beneficiare di un fatto straordinario, ossia quello di godere della pulizia della spiaggia e del salvamento bagnanti senza dover assumere alcun onere economico per tutta la stagione. Meditate se ciò possa rappresentare il gettare la spugna”.

Antognetti evidenzia inoltre come sia ancora pendente “Il prioritario giudizio sull'accertamento della corretta delimitazione demaniale e, sul punto, sfugge come si possa ancora prospettare da parte degli organi comunali un investimento a favore di privati virtuosi. A questo punto attendiamo di conoscere quale posizione assumeranno la Regione e il Comune davanti al Tribunale civile di Genova, se a tutela del bene pubblico intervenendo nel giudizio anche in via autonoma e prioritaria, oppure a tutela dell'investimento privato. Sono ancora presenti – osserva – cinquanta pagine di ricorso contenenti numerosi vizi di illegittimità del Piano particolareggiato dell'arenile e qualsiasi altra ulteriore attività della pubblica amministrazione che dovesse incidere, pregiudicandola, sulla legittima posizione dei chioschi balneari La Tramontana e Pitì, oggetto di concessione che in virtù del decreto legge Rilancio da poco convertito in legge che proroga fino al 2033 la durata delle concessioni, diverrà oggetto di severe iniziative a relativa tutela. I miei assistiti – conclude Antognetti – si trovano ancora a godere del bene della vita grazie alle plurime decisioni emesse dal Tar e dal Consiglio di Stato, che negli anni a partire dal 1994 hanno annullato plurimi provvedimenti del Comune di Sarzana di demolizione dei chioschi in un contesto in cui si sono succedute più amministrazioni. L'interesse alla loro tutela mi troverà sempre di punta nel rapporto con qualsiasi amministrazione di qualsiasi colore e livello che intendesse cancellare i miei clienti dal panorama balneare”.

(immagine di archivio)

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