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"Ztl non rispettata, distanziamento e temporary shop, non possiamo più lavorare"

I titolari del "Cantinone" di via Fiasella denunciano situazione insostenibile: "Chi viene per un mese ha più diritto di noi che paghiamo le tasse tutto l'anno".

lo sfogo di due ristoratori sarzanesi
"Ztl non rispettata, distanziamento e temporary shop, non possiamo più lavorare"

Sarzana - Val di Magra - “Nell'unico periodo dell'anno in cui si lavora siamo costretti a togliere tavoli, così è impossibile andare avanti. Magari il prossimo anno di questi tempi saremo altrove”. Non nascondono il proprio disappunto Rita Mannella e Davide Bucchioni, titolari da quattro anni della trattoria “Il Cantinone” in via Fiasella nel centro storico di Sarzana. “Nemmeno il Covid ha permesso di avere un occhio di riguardo per la nostra categoria – spiegano – lo spazio all'interno del locale ci ha costretti a togliere dei tavoli, ma fuori la situazione è ancora più assurda. Purtroppo ci sono tantissimi cittadini che non rispettano la Ztl entrando e transitando nella strada anche quando non potrebbero, mettendo a repentaglio le persone. A questo – proseguono – si è aggiunta in questi giorni l'apertura di un temporary shop che ci ha costretti a togliere altri tavoli nonostante quel suolo pubblico ci fosse stato regolarmente concesso. Ci chiediamo perché venga concesso a persone di fuori di venire qui, aprire per un mese senza portare nulla alla città, quando noi come tutti gli altri commercianti siamo qui sempre e ci siamo trovati ad affrontare anche la pandemia. E' assurdo che chi apre per un mese abbia gli stessi diritti di noi che paghiamo le tasse tutto l'anno”.

“In questo periodo – affermano ancora Rita e Davide – abbiamo potuto contare sulla collaborazione e la disponibilità dei dirimpettai come l'antiquario Gabriele Di Sarcina e Irene Ratti de “La verde milonga” che ci permettono di utilizzare lo spazio nei pressi dei loro negozi, ma con l'inizio della Soffitta non potremo più contare nemmeno su quello. Ad oggi – concludono – non ci è ancora arrivata dal Comune la revoca scritta della concessione del suolo pubblico, cosa che ci era capitata anche nel 2017 quando non ci sono stati nemmeno restituiti i soldi”.

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