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"Un Parco interregionale del fiume Magra per tutelare le biodiversità"

Al Barontini illustrata la proposta degli ambientalisti. Grammatico: "Importante ragionare come unico bacino", Tedeschi: "Acqua è un bene non negoziabile".

il manifesto di legambiente
"Un Parco interregionale del fiume Magra per tutelare le biodiversità"

Sarzana - Val di Magra - "Sollecitare Regioni ed enti locali a intraprendere il percorso per l'istituzione del Parco Interregionale del Magra e promuovere progetti e strategie di sistema che favoriscano la tutela e la valorizzazione unitarie dell'ecosistema fluviale della Magra". È quanto si impegnano a fare promotori e firmatari del manifesto presentato questo pomeriggio a Sarzana da Legambiente con il patrocinio di Federparchi, che sottolinea come “il fiume Magra rappresenta un sistema ecologico unico e strategico, per il quale è imprescindibile garantire la tutela omogenea della biodiversità, sia in Toscana che in Liguria”. Secondo il documento “gli attuali strumenti di tutela e valorizzazione del fiume, sebbene fragili e frammentati, non sono solo da confermare ma anzi occorre estenderli per sviluppare un sistema di salvaguardie integrate e interregionali del Magra”. Per i promotori infatti “lo strumento idoneo per perseguire tali obiettivi è l'istituzione del “Parco interregionale del fiume Magra”, realizzabile con l'adozione di strumenti normativi e procedurali di competenza delle Regioni Liguria e Toscana, quali la conferma o l'istituzione di parchi regionali di riferimento e la stipula dell'intesa prevista dalle normative e dagli statuti delle regioni stesse, in vista di un'auspicabile gestione coordinata e unitaria dell'ecosistema fluviale”.

“E' importante iniziare a considerare il Magra come un intero bacino – ha sottolineato in apertura Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – all'indomani dell'impugnazione da parte del Ministero della legge di revisione dei parchi liguri della Regione. In questi mesi – ha aggiunto – abbiamo assistito alla proposta di cancellazione dell'ente di Montemarcello Magra Vara, ci siamo opposti e mobilitati ottenendo un risultato importante perché il Parco continuerà ad esistere. Questo è il punto di partenza per mettere insieme le amministrazioni locali e salvaguardare il territorio”.

Amministrazioni che oggi purtroppo non hanno raccolto l'appello con grande entusiasmo visto che fra il pubblico si sono visti solo l'assessore arcolano Romeo e i consiglieri comunali di Riccò, Santo Stefano e Sarzana Mazza, Zangani e Giorgi, oltre ad esponenti di Sarzana Popolare. Annunciate in apertura le defezioni degli assessori regionali competenti Mai (Liguria) e Frantoni (Toscana), mentre hanno partecipato i consiglieri Salvatore e De Ferrari per il M5S e Michelucci per il Pd.

“Io spero che prima o poi ci si renda conto dell'importanza dell'acqua e della sua salvaguardia – ha osservato in proposito a CdS il presidente del Parco Tedeschi – un bene non negoziabile che riguarda da vicino il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti. Non possiamo continuare a buttare via 33 milioni di litri d'acqua al giorno da depuratori obsoleti. E' positivo – ha proseguito – che si inizi a discutere di un parco interregionale e il primo passo potrebbe essere l'attivazione di un contratto di fiume fra le due regioni visto che in fine dei conti il Parco regionale deve averlo proprio come piano attuativo, per una visione unitaria di tutta l'asta del fiume. Si possono presentare progetti unitari per il risanamento del corso d'acqua e della vallata, i milioni ci sono e lo dimostrano i paesi del Nord Europa che da anni ricavano fondi per i grandi fiumi. Se lo fanno Francia, Germania e Olanda possiamo farlo anche noi. L'incontro odierno è molto importante perché proprio un anno fa da Legambiente partì una spinta importante contro l'abolizione del Parco e oggi c'è il bisogno di riordino che includa lo spostamento dei frantoi di inerti, l'analisi delle discariche e la riqualificazione dei depuratori. Ci sono molti problemi, compreso il rilancio del piano della nautica, e serve una visione di insieme”.

In precedenza invece il presidente di Legambiente Val di Magra Alessandro Poletti, ha illustrato i punti salienti del dossier sulla tutela del fiume Magra ripercorrendo alcuni punti di una storia lunga 24 anni “e – ha evidenziato – portata avanti fra grandi difficoltà e pochi fondi. La recente operazione dei Carabinieri Forestali che ha portato al sequestro di un impianto è stata importante, perché il primo nodo da affrontare è proprio quello della ricollocazione dei frantoi, così come l'impatto ecologico della nautica sul fiume. Di recente – ha concluso Poletti – Confartigianato ha chiesto di avere un consigliere all'interno del Parco come Legambiente, ma noi da anni lavoriamo per la tutela del territorio e non credo che la nautica abbia fatto altrettanto. Associazioni di categoria non possono avere certi interessi nel contratto di fiume”.

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