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Ultimo aggiornamento: Venerdì 17 Agosto - ore 12.08

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"Totò Riina santo subito", lì dove morì Capolicchio

Appaiono degli stencil con l'effige del boss mafioso dove l'attentato di via Georgofili si portò via il 22enne sarzanese. Provocazione o avvertimento? Giovanna Maggiani Chelli: "Nel giorno delle richieste dei pm per il processo Stato-Mafia".

"Totò Riina santo subito", lì dove morì Capolicchio

Sarzana - Val di Magra - "Un'offesa intollerabile, uno sfregio a Firenze". Così ha commentato l'assessore toscano alla legalità e alla presidenza la notizia dell'immagine di Totò Riina comparsa su alcuni muri del centro storico di Firenze. Uno stencil rosso con l'immagine del boss di Cosa Nostra e la scritta "santo subito". Forse una provocazione mal concepita o forse un messaggio della stessa mafia, saranno le indagini a stabilirlo. Di certo "un atto tanto più inquietante se si pensa che si somma agli attacchi contro la legalità costituzionale, o a certi rigurgiti di nuovo fascismo che si sono verificati anche in Toscana. Questa è una terra impegnata da sempre nella difesa della legalità contro tutte le mafie e lo ha dimostrato, diventando protagonista di un modello che ha dato ottimi risultati, coinvolgendo giovani prima di tutto, cittadini e territori. Per chi, con atti vili come questo, tenta di inquinare la vita delle comunità non ci può essere spazio. La Toscana andrà avanti con sempre maggior decisione".
Qualcosa che offende tutta la comunità sarzanese che ricorda Dario Capolicchio, vittima della strage terroristica di via dei Georgofili nella notte del 27 maggio 1993 quando aveva solo 22 anni. Una strage voluta proprio dalla mafia a quanto confermano le verità giudiziarie.

"La foto a Firenze di Riina: intanto non credo affatto che la città sia sotto schok, non gliene può importare di meno a nessuno. Tutta ipocrisia e politica", scriva invece su Facebook Giovanna Maggiani Chelli, madre di Francesca che di Dario Capolicchio era la fidanzata. Anche lei rimasta ferita nell'attentato di 25 anni fa. "Perchè i mafiosi, gli amici dei mafiosi o pseudo mafiosi hanno fatto una azione così? Siamo nel giorno delle richieste dei pm al processo trattativa Stato-Mafia, quella trattativa che inevitabilmente ha portato alla strage di via dei Georgofili a Firenze, la cosiddetta strage del 41 bis. Credo che la mafia con la foto del "santo subito" abbia voluto dire: "Avete sentito oggi a Palermo, non è stato Riina che ha fatto la strage di Firenze , ma ben altri". Riina si sentiva il parafulmine d'Italia e innocente. Ma non è così. Riina ha fatto la strage di via dei Georgofili eccome, solo che non era solo. E ora "vestito di rosso" forse dall'aldilà ce lo manda a dire. Era meglio parlasse prima. Oppure l'effige di Riina oggi a Firenze è una minaccia da parte di chi in galera con o senza 41 bis non vuole più stare", le parole della portavoce dell'associazione dei familiari delle vittime della strage.

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