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"Sul biodigestore vergognoso teatrino della politica spezzina"

Comitati contrari al progetto: "Bertoni, Paoletti e Sisti sono stati gli unici a difendere gli interessi del territorio. Ai livelli più alti solo recite".

"si facciano passi concreti"

Sarzana - Val di Magra - "Abbiamo assistito e stigmatizzato in questi due anni di opposizione al progetto di biodigestore da 90.000 tonnellate a Saliceti, utile solo a far fronte all’eterna emergenza rifiuti di Genova, a un vergognoso teatrino della politica spezzina tutta, da destra a sinistra". Inizia così l'intervento di Comitato No Biodigestore Saliceti, Sarzana che botta!, Acqua Bene Comune, Cittadinanzaattiva e Italia Nostra (non aderisce al comunicato, come precedentemente indicato, Legambiente).
"L’ultimo esempio - prosegue la nota - viene da Lerici dove l’opposizione di sinistra, fino a ieri silente, ha accusato il sindaco Paoletti e la giunta di centrodestra di non essersi attivata per contrastare il progetto. Nei mesi scorsi a Santo Stefano e Vezzano Ligure l’opposizione, soprattutto leghista, ha mosso ripetute accuse ai sindaci Sisti e Bertoni di non operarsi abbastanza. Ebbene Paola Sisti, Massimo Bertoni e Leonardo Paoletti sono stati gli unici, a oggi, a difendere gli interessi del territorio. Ai livelli più alti solo recite. La senatrice Pucciarelli ha accusato il ministro Costa di essersi mosso in ritardo. Ma si è ben guardata di chiedere conto alla giunta di centrodestra in Liguria. L’onorevole Orlando è sparito da un anno dalla scena e l’onorevole Paita ricorda che la Regione, governata da Toti e Lega, ha dato via libera al progetto, ma sia lei che il vicesegretario nazionale del PD tacciono sul ministro “alleato” di governo e sui suoi dietro front. Ora vi scongiuriamo: smettetela con questo teatrino. Smettetela di recitare la parte del bue che dà del cornuto all’asino. Politici spezzini guardatevi negli occhi e mostrate di non essere sottobanco d’accordo con Iren. Da questa operazione, come dimostrano con le cifre gli esposti ad Anac del Comitato Sarzana, che botta!, e del Comune di Lerici, Iren incassa un incremento di business di 223 milioni di euro. Chi ci perde in termini ambientali sono i due comuni interessati, Vezzano e Santo Stefano, e per il rischio falda 150.000 spezzini e in termini economici i contribuenti. “Cornuti e mazziati”.
Ora chiediamo alla politica che conta (parlamentari, amministratori e consiglieri provinciali e regionali) di fare passi concreti presso il ministro, affinché rimedi alla vergognosa manfrina della lettera a Toti spedita all’indirizzo sbagliato e dopo dieci giorni ritrattata nei contenuti, e presso il presidente della Regione Toti, l’assessore Giampedrone e il presidente della giunta regionale Medusei, affinché da spezzini si ricordino che non possono trasformare la nostra provincia nella pattumiera di Genova e accettare che Iren faccia gli affaracci suoi a spese della nostra collettività".

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