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"Recos confonde le carte, l'esito della gara va rispettato"

Prosegue il dibattito sul biodigestore. Il Comitato che Botta: "Opzione Boscalino più vantaggiosa ambientalmente ed economicamente".

"I comuni seguano Lerici"

Sarzana - Val di Magra - A strettissimo giro di posta arriva la replica del Comitato Sarzana che Botta all'intervento con cui ieri la società Recos, rivolgendosi ai Comuni spezzini e alla Provincia, ha ribadito la piena legittimità del progetto del biodigestore di Saliceti e ha trattato punto per punto una serie di rilievi sollevati dagli attivisti. I Bottas, per prima cosa, sottolineano il loro diritto a rivolgersi, come hanno fatto, all'Autorità nazionale anticorruzione: “Ad Anac si possono rivolgere tutti i cittadini, non solo associazioni e comitati. Ci si possono rivolgere anche i Comuni, che soprattutto in questo caso dovrebbero intervenire a difesa dell’interesse dei cittadini, come ha fatto il Comune di Lerici”, scrivono.

“Gli esiti della gara europea sono inoppugnabili, ci ammonisce il presidente Castagnetti - continua la nota del sodalizio sarzanese -. Certo, non bisogna essere avvocati per sapere che neppure chi ha partecipato alla gara ne può impugnarne l’esito dopo quattro anni. Noi ci siamo rivolti ad Anac proprio perché il contratto di servizio, seguito alla gara, è stato stravolto in danno alla collettività. Noi chiediamo il rispetto dell’esito di quella gara, dei contenuti dell’offerta fatta dalla vincitrice ATI Iren-Ladurner, oggi Recos. Abbiamo addirittura diffidato la Provincia, subentrata ad Acam nel 2018 come garante dell’interesse pubblico, a far rispettare l’esito della gara e del contratto di servizio sottoscritto da Recos perché è più vantaggioso per i comuni e per i cittadini, sia ambientalmente (bonifica di Boscalino, nessun rischio per le falde), che economicamente. Per questo abbiamo chiesto ai Comuni di ogni colore politico, e alle associazioni ambientaliste di far sentire la loro voce presso Anac”.

E in merito alle “interpretazioni arbitrarie” sui numeri, riprendendo le parole del presidente Recos, avvocato Castagnetti, gli attivisti si dichiarano “disposti al confronto sulle carte (a fine articolo, l'estratto documentale inviato dal comitato, ndr). Noi diciamo che il progetto Saliceti con l’aumento spropositato delle quantità di rifiuti genovesi da trattare e dei relativi ricavi per tariffe e incentivi sul biometano e l’incremento di capacità dell'esistente impianto Tmb fanno lievitare il business di ben 222 milioni di euro rispetto ai 654 milioni del valore dell’appalto nell’arco di vigenza del contratto: un incremento del 33%. Conosciamo bene gli atti di gara europea, il contratto di servizio, la delibera 48 del 2018 del consiglio provinciale. Ebbene Recos confonde le carte. La tariffa di conferimento dell’umido di 110 euro, con possibile riduzione a 105 euro per i comuni spezzini, è nel Piano economico finanziario del progetto Saliceti. L’offerta di gara nel 2016 era di 89 euro per il digestore a Boscalino, di cui Recos ha presentato il progetto in sede di Vas del Piano d’area, guarda caso abbandonato. I 110 euro a tonnellata di umido, richiamati dal presidente di Recos, era la tariffa proposta in sede di gara nel caso che i comuni spezzini continuassero a portare i rifiuti fuori provincia come accade ora”.

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