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"Recos affida a Madre natura la tutela della salute e dell'acqua"

Il commento del professor Giovanni Raggi e della geologa Daniela Raggi.

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Sarzana - Val di Magra - “Recos-Iren demanda alla Natura l’arduo compito di tutelare la salute dei cittadini e la risorsa
di acqua potabile più importante della provincia: la falda del fiume Magra”. E’ il caustico commento del professor geologo Giovanni Raggi e della dottoressa geologo Daniela Raggi a
una lettera inviata il 31 luglio dall’Amministratore Delegato di Recos a tutti i Sindaci della
Provincia spezzina, anche dei Comuni che non utilizzano le acque di subalveo del Fiume
Magra. Nella lettera ai Sindaci, l’Amministratore Delegato RECOS-IREN allega una nota di
commento, attribuita al consulente della società, prof. Francesco Ronchetti, dell’Università di Modena-Reggio Emilia.

"Riteniamo importante – scrivono Giovanni e Daniela Raggi ai Sindaci - porre in evidenza che la nota di Recos si sofferma in più occasioni a trattare le problematiche inerenti la diluizione dell’inquinante (soprattutto ammoniaca) accidentalmente rilasciato dall’impianto di Saliceti, in funzione della velocità del flusso idrico sotterraneo e ai conseguenti fenomeni di abbattimento della concentrazione dell’inquinante durante il tragitto in funzione della portata del fiume. La nota emiliana demanda la salute di circa 150.000 cittadini alla variazione di velocità del flusso idrico sotterraneo, alla variazione di velocità e di portata del Fiume stesso! La diluizione degli inquinanti assume pertanto un ruolo fondamentale, decisivo. Insomma Recos lascia a Madre Natura l’arduo compito di tutelare la salute dei cittadini in caso d’incidente. Nell’area spezzina e nei dintorni non esistono fonti alternative alla falda di subalveo del Magra. Il decadimento della qualità delle sue acque creerebbe un problema non facilmente risolvibile. Lo rilevò già nel 1935 l’Ing. Baratta nel 1935, l’argomento fu ripreso poi, con più adeguate valutazioni idrauliche, dall’Ing. L. Moruzzo e dal Prof. G. Raggi nel 1963, in occasione della stesura del Piano Regolatore Acquedotti, dal prof. S. Cavazza e dal prof. G. Raggi nel 1975. Nessuno studio scientifico o tecnico negli anni successivi hanno mai asserito il contrario. Nella sostanza, nella provincia spezzina e nei territori toscani limitrofi, non esistono fonti alternative ai pozzi perforati nel subalveo del Magra. Ricordiamo quanto si legge nella presentazione dell’ ATLANTE DEGLI ACQUIFERI DELLA LIGURIA- L’acquifero alluvionale della bassa val di Magra, uno studio della falda alluvionale del Fiume Magra portato a termine dai Tecnici dell’ACAM e da alcuni Docenti dell’Università di Genova (Pacini Editore PISA 2009) nell’ambito del progetto europeo Acquanet e nel quale era già stata realizzata la “modellazione tridimensionale del substrato ed il modello di flusso”.

"L’Ing. Fabrizio Fincato (direttore di ACAM Acque) - proseguono i Raggi - nella presentazione scrive: 'Lo studio analizza i diversi aspetti che caratterizzano l’acquifero e individua i principali processi geochimici ed idrogeologici di questo sistema naturale, che risulta caratterizzato da una significativa vulnerabilità, pur a fronte di una elevata qualità, circostanze che ci inducono ad assumere un senso di responsabilità ancora maggiore nell’orientare in futuro le priorità
di intervento per la sua tutela'. Il lavoro ACAM-UniGE 2009 è citato nella Bibliografia della nota RECOS –IREN inviata ai Sindaci, ma, con tutta evidenza, vengono disattese le raccomandazioni dell’Ing. Fincato. E’ stata fatta un’attenta riflessione leggendo lo scritto dell’Ing. Fincato nell’elaborare il Progetto Saliceti? Vale la pena affrontare il rischio di perdere l’unica fonte idropotabile spezzina al solo scopo di chiudere a Saliceti il ciclo dei rifiuti in Liguria? Sono domande rivolte alla politica tutta, il cui principale interesse dovrebbe essere solo quello di tutelare la nostra salute".

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