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"Presidente Parco, deleterio scegliere chi ha fatto danni ad ambiente"

L'intervento delle associazioni ambientaliste: "Serve figura esperta e con la giusta sensibilità".

Verso la nomina
Sentiero crollato sul lungofiume Magra al Piano di Vezzano

Sarzana - Val di Magra - Quale dovrebbe essere il profilo del nuovo presidente del Parco di Montemarcello, Magra e Vara, carica attualmente vacante e destinata a breve ad essere rinnovata? In una nota congiunta, le associazioni ambientaliste tracciano un identikit. Innanzitutto consigliano di "andare alle motivazioni primordiali per cui prima il Parco Fluviale del Magra nel 1982 e l’Area
Protetta di Montemarcello nel 1984, e poi il Parco Naturale di Montemarcello – Magra – Vara nel 1996 sono stati fondati. Il cosiddetto Parco Fluviale nacque negli anni 80 al fine di prevenire il rischio che, a valle del “taglio” del ponte della Colombiera, si generasse un ampliamento dei cantieri navali con le conseguenze facilmente prevedibili. Allo stesso tempo si pensava di salvaguardare le emergenze naturalistiche dell’ambiente fluviale rispetto ai guasti del grande periodo di escavazione (1954–1982) e quindi, in conseguenza logica di ciò, per impedire un’espansione incontrollata della nautica sopra il ponte della Colombiera, attraverso l’Istituzione della Linea di Navigabilità ai Falaschi, che nessuno dei Governi del Parco si è mai permessa di mettere in dubbio o di spostare più a monte. Al contempo nasceva, per poi integrarsi con il Parco Fluviale, il Parco di Montemarcello che si poneva l’obiettivo di arrestare la corsa all’edificazione in ambito collinare, mantenere la struttura boschiva, recuperando al contempo i coltivi".

A far sentire la loro voce, in particolare, sono Italia Nostra La Spezia e Apuo-Lunense, Legambiente Val di Magra, Lerici, La Spezia, Lipu La Spezia, Vas La Spezia e Comitato Bocca di Magra. Che continuano: "Per tutti questi motivi e per quello, fondamentale, che trattasi di Parco Naturale e perciò necessitante di una adeguata esperienza, il prossimo presidente del Parco deve essere un soggetto che abbia dimostrato sensibilità e attenzione comprovate alle tematiche ambientali (meglio ancora se con un curriculum che dimostri un’azione attiva); si rivelerebbe invece deleterio un soggetto che, avendo già operato nelle istituzioni, avesse deliberato atti e adoperato azioni dannose per l’ambiente e il patrimonio naturalistico e paesaggistico".

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