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"Per il Parco questo cemento non ha impatto ambientale"

Prosegue la mobilitazione contro la riqualificazione dei giardini di Bocca di Magra: "Lavoriamo sulla spiritualità del luogo e alziamo il livello della progettazione".

Protesta e proposte
"Per il Parco questo cemento non ha impatto ambientale"

Sarzana - Val di Magra - Prosegue la mobilitazione contro il restyling dei giardini sul lungomare di Bocca di Magra. Ieri pomeriggio gli attivisti, una trentina, si sono ritrovati in Piazza delle Capitanerie di Porto per ribadire il loro no al progetto – già avviato –, perorando la causa di una riqualificazione alternativa. “Dopo la prima colata di cemento di giugno, pochi giorni fa, il 3 agosto, ce n'è stata un'altra, e purtroppo da lì non si torna indietro. Ma il progetto, presentato in modo poco chiaro – quasi nessuno ha avuto modo di vederlo per interno – è più ampio e potrebbe arrivare fino a questa piazza o addirittura fino alla spiaggia”, ha esordito Francesca Pesci del Comitato Bocca di Magra, passando poi a menzionare le lettere, al momento senza risposta, inviate al sindaco De Ranieri e all'assessore regionale Giampedrone “che in prima persona ha appoggiato l'intervento”, ha continuato Pesci. Fame di chiarimenti da parte degli attivisti anche per quanto concerne la non opposizione della Soprintendenza. “Qua parliamo di soldi pubblici buttati via, tra l'altro in un momento di crisi”, ha segnalato Emanuela Biso, altro volto del comitato. Malumori tra i presenti pure per il transito di mezzi pesanti legati al cantiere: “Sembra un'autostrada qui”.

Lettere per avere chiarimenti sono state altresì recapitate all'ente Parco di Montemarcello, Magra e Vara ente Parco che nel 2018 ha dato il suo nulla osta. “Un atto in cui si nega l'impatto ambientale, un pronunciamento superficiale da parte del Parco”, ha segnalato Marzia Ratti, direttore artistico del laboratorio 'Terre di confine e spazi in trasformazione', allestito per cesellare una proposta alternativa di riqualificazione. L'ex direttrice dei Servizi culturali del comune della Spezia ha definito quella in corso “una trasformazione deprecabile, che porta da un suolo permeabile a uno cementificato e che è stata pensata dimenticando ogni ricerca e approfondimento storici. Eppure questo è un luogo con una profonda e antica dimensione culturale e spirituale, che, se ci lavoriamo insieme, può diventare elemento di consapevolezza e fierezza da cui nascono idee nuove e migliori rispetto a quelle alla base di questo intervento superficiale. Il nostro laboratorio può adoperarsi per valorizzare quello che c'è e per innalzare il livello della progettazione, cercando un confronto sui progetti esecutivi con l'amministrazione comunale”.

Il laboratorio 'Terre di confine e spazi in trasformazione' è diretto da un comitato scientifico presieduto dal prof. Paolo Ceccarelli, architetto e cattedra UNESCO in “Pianificazione urbana e regionale per lo sviluppo locale sostenibile” all’U. di Ferrara; direzione scientifica della prof.ssa Elena Dell’Agnese, geografa e presidente del corso di laura magistrale in “Turismo, territorio e sviluppo locale” all’U. di Milano-Bicocca, direzione artistica, come detto, della dott.ssa Marzia Ratti, storica dell’arte, e coordinamento del dott. ric. Gregorio Taccola, storico all’U. di Milano-Bicocca.

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L'intervento ai giardini di Bocca di Magra Archivio CdS


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