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"Oncologia allo sfascio nonostante il gran lavoro del personale"

Questa mattina presidio al San Bartolomeo del gruppo "Sos oncologia" e Tribunale del Malato per chiedere più attenzioni per i malati: "Se reparto è pronto da tre anni perché si inaugura solo ora?". Pronta altra manifestazione.

"punta dell'iceberg del problema sanità"
"Oncologia allo sfascio nonostante il gran lavoro del personale"

Sarzana - Val di Magra - “Vi sembra giusto che una persona col cancro debba stare sotto la pioggia ad aspettare una visita perché in oncologia non c'è posto per sedersi?”. Lorenza Zanoni ha portato la propria esperienza diretta questa mattina alla manifestazione organizzata nel piazzale del San Bartolomeo dalle tenaci donne del gruppo “Sos Oncologia Sarzana” con il Tribunale per i diritti del malato. L'obiettivo era quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione e l'assistenza ai pazienti oncologici in provincia, anche alla luce della prossima – e discussa – inaugurazione del day hospital nell'ospedale cittadino annunciata nei giorni scorsi dal presidente della Regione Toti.

“Tutto è partito dalla pagina Facebook che in pochi giorni ha riunito più di ottomila persone – ha aggiunto Zanoni – siamo contente perché il gruppo intende accogliere tutti coloro che vogliono dire qualcosa sulla sanità. Abbiamo medici e infermieri bravissimi e non vogliamo che vengano mandati via per fare spazio ai privati. Faremo di tutto per tenere il nostro ospedale pubblico. Fatevi magliette come la mia – ha concluso indicando la scritta “Sos oncologia” - e tornate qui con noi 3 settembre se faranno l'inaugurazione”.

Per il Tribunale per i diritti del malato di Sarzana Francesca Fontana ha invece sottolineato: “Posso testimoniare come il reparto di oncologia sia allo sfascio e non certo per colpa del personale che è meraviglioso e fa il possibile per alleviare le cure dei pazienti. Per questo non ho sopportato quello che è stato detto da una persona secondo cui “otto chilometri per un malato oncologico non sono niente” quando in realtà chi è malato sa perfettamente che anche solo muoversi da un reparto dopo la terapia per raggiungere la propria macchina è una cosa inverosibile. Sentirsi dire che otto chilometri non sono niente è una presa per i fondelli, così come lo è un'altra dichiarazione secondo cui c'è un reparto pronto da tre anni. Perché allora non è stato consegnato ai malati oncologici? Perché si aspetta il 3 settembre per consegnarlo? Il San Bartolomeo è stato deputato 'ospedale Covid' ma se i casi aumentano apriamo fra poco per chiudere subito?. Le persone che hanno fatto queste promesse, aprano in sicurezza. Qui a fianco c'è struttura della Rsa che è praticamente nuova, sia destinata ai malati oncologici e dializzati che non possono rimanere senza cure. Ci venga garantita la continuità di cura che fino adesso non è stata data ai malati oncologici sarzanesi”.

Sempre per il Tribunale dei diritti del malato Rino Tortorelli ha invece osservato: “Oncologia è solo uno dei punti gravi e critici della nostra sanità, soprattutto per il tipo di pazienti. È in atto un processo di destrutturazione, un attentato al servizio sanitario pubblico. Un modo di fare trasversale che copre tutti i partiti, chi in buona fede chi in malafede. È passato il concetto che la sanità per funzionare meglio debba essere privatizzata ma questo è un attacco frontale a cui dobbiamo opporci. È ovvio la sanità sia molto appetibile per chi vuole fare affari sulla pelle dei cittadini. Sono in corso gravi e grandi progetti di privatizzazione e le sorti dei malati e dei lavoratori vengono decise a tavolino. Già prima del Covid avevamo denunciato come il quarto piano del San Bartolomeo fosse inadatto a ospitare i pazienti oncologici e ad oggi non è stato fatto nulla. Abbiamo già in programma un'altra manifestazione perché il processo di oncologia riguarda tutta la sanità, c'è il rischio che l'ospedale di Sarzana sia al centro di un'operazione studiata per la sua destrutturazione per poi giustificarne la privatizzazione. Dobbiamo opporci e lo faremo chiedendo a tutte le forze politiche un'inversione di tendenza. I migliori candidati siamo noi, dobbiamo verificare ogni giorno quello che fanno i nostri amministratori nelle istituzioni”. Infine Monica Marchi, ideatrice del gruppo Facebook che ha raccolto migliaia di persone: “Ringrazio tutti per l'adesione e chi è qui questa mattina, ma anche i medici e gli infermieri di oncologia di Sarzana perché sono persone splendide che accolgono sempre i pazienti con il sorriso. Dobbiamo fare in modo che la sanità non venga privatizzata”.

Il presidio odierno ha ricevuto anche l'adesione del coordinamento delle associazioni della psichiatria della Spezia: “Purtroppo oncologia è punta dell'iceberg del problema della sanità spezzina – ha spiegato una portavoce – c'è un impoverimento generale dei servizi che va avanti da anni”. “Purtroppo non funziona solo oncologia – ha affermato un altro intervenuto – qui non funziona nulla. Bisogna coinvolgere più persone perché non è possibile che la gente vada in piazza solo quando lo Spezia va in serie A”.

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