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Ultimo aggiornamento: Domenica 23 Settembre - ore 11.05

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"Non c'è islamizzazione ma una richiesta di soccorso alla società civile"

Ieri a Sarzana dibattito su integrazione con l'imam di Trieste Nader Akkad e il docente della Sapienza Gaetano Lettieri. "La nostra cultura dell'accoglienza è rozza nei confronti dell'Islam".

"Non c'è islamizzazione ma una richiesta di soccorso alla società civile"

Sarzana - Val di Magra - Barontini gremito ieri a Sarzana per la conferenza su “Accoglienza e integrazione dei migranti nella tradizione delle fedi religiose”, organizzata dalle associazioni “Amici di padre Damarco” e “Voltalacarta”. In molti infatti hanno colto la possibilità di ascoltare nel centro sociale due differenti punti di vista su temi di strettissima attualità cavalcati anche dalla politica. Spunti e contributi offerti da Gaetano Lettieri, storico del cristianesimo e della Chiesa, docente della Sapienza di Roma e della Pontificia Università Lateranense, e da Nader Akkad, imam di Trieste, direttore della scuola Coranica e delegato interreligioso dell'UCOII.

“Il rapporto fra migrazioni e religioni viene spesso rappresentato come critico – ha esordito il moderatore Egidio Banti prima della lettura di un messaggio del sindaco – la presenze di fedi diverse sembra rappresentare una difficoltà nell'accoglienza. Chi ha una qualunque formazione religiosa è invece consapevole che la religione non è chiusura ma apertura verso gli altri. La migrazione è un fenomeno che non può scomparire in breve tempo, il problema è come costruire la società”.
In tal senso alcuni elementi importanti li hanno forniti proprio i due ospiti, ad iniziare dall'imam originario di Aleppo che ha inizianto ringraziando per l'invito perché “la volontà di incontrare gli altri – ha detto – è un segnale importante per sviluppare la conoscenza reciproca”.
“L'Islam vede accoglienza e integrazione come concetti principali della fede – ha proseguito – il diverso è una ricchezza, un dono voluto dal Signore e non un peso, se lo capissimo tutti supereremmo la maggior parte dei problemi. Il Corano parla di “gente” tutta e non di fedeli – ha specificato Akkad citando un versetto del capitolo 49 – tutti abbiamo radici comuni, siamo nati da un maschio e da una femmina e questo ci rende uguali”. Poi sul concetto di migrazione: “Anche Abramo è stato costretto ad emigrare e i mussulmani lo ricordano nelle loro cinque preghiere giornaliere. Loro sono stati i primi a trovare accoglienza presso i cristiani in Abissinia per sfuggire alle torture, per questo nell'Islam ha un valore molto importante. L'accoglienza è considerata un dono di Dio. L'integrazione però non può essere fatta solo con dei programmi specifici ma voluta dalla comunità che riceve le persone, perché la reciprocità porta ricchezza”.

Considerazioni condivise da Lettieri il quale ha sottolineato come “Islam e Cristianesimo abbiano in comune un'esperienza fondativa di accoglienza e rivelazione, nella quale il migrante ha un punto di vista privilegiato in quanto viene chiamato ad uscire dalla propria identità. Non dobbiamo pensare alle migrazioni come questioni di ordine pubblico o emergenza – ha puntualizzato – ma come sfide all'Occidente e alla sua capacità di mettere in discussione la propria identità. La nostra cultura dell'accoglienza è povera e rozza nei confronti di una religione molto ricca. L'Islam ha anche dei ritardi come il diritto alla laicità o la parità fra i sessi ma lo sforzo deve essere di tipo culturale nel comprendere che l'islamico non è solo un rozzo terrorista che arriva e deve essere neutralizzato”.
Nel suo intervento Lettieri ha poi parlato del problema della mancanza di “un approfondimento culturale verso le altre religioni. Il salto di qualità può essere quello di inserire nelle scuole nozioni sulla storia degli altri culti”.
“Altra questione è quella del diritto – ha affermato – esiste un problema di legislatura, i centri di accoglienza sono luoghi di sospensione del diritto. Viviamo in una grande bolla confusa nella quale non ci sono indicazioni chiare. Bisogna raccogliere una sfida politica e giuridica per fare diritto”.

Argomenti che hanno suscitato diverse domande fra i presenti, in particolare fra chi ha posto i due interlocutori di fronte ad argomenti fra i più discussi quando si parla di Islam come jihad, integralismo e “invasione”.
“Nell'Islam i cristiani non sono considerati infedeli – ha subito precisato l'imam – estrapolando versetti del Corano senza conoscerlo si fa lo stesso gioco degli estremisti che cercano motivi per attaccare altre persone. Le donne sono considerate “sorelle degli uomini” e anche a Maria ci si rivolge con devozione. Nell'Islam – ha risposto Akkad – la Guerra Santa viene definita come “madre di tutti i peccati”, la nostra religione è portatrice di pace e misericordia, la jihad è uno sforzo interiore per eliminare tutti i desideri violenti. Non c'è alcuna islamizzazione – ha concluso – ma una richiesta di soccorso alla società civile”.

“All'interno di ogni religione monoteista c'è un elemento di affermazione – è stato il parere di Lettieri – basta pensare che una delle più grandi stragi della storia fu fatta dai cristiani a Gerusalemme. Oppure che tutte le grandi guerre contemporanee sono state intraprese da forze occidentali capitaliste, l'11 Settembre nasce con la prima Guerra del Golfo e le successive invasioni. L'immigrazione – ha concluso – ci fa riflettere sulla pochezza della nostra civiltà, è un'esperienza radicale di intelligenza e felicità”.

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