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"No al biodigestore, i partiti scompaiono i disastri restano"

Il comitato per la tutela di Ponzano ribadisce: "Popolazione della Val di Magra ha il diritto di respirare in piena sicurezza".

"Coronavirus ha incidenza maggiore dove ci sono impianti"

Sarzana - Val di Magra - “Siamo in tempo di pandemia e la costruzione di un biodigestore c'entra eccome. In Lombardia e in Veneto dove il virus ha una incidenza maggiore, esistono ben 200 digestori che trattano oltre agli scarti del vivere quotidiano anche una gran quantità di biomasse ovvero residui ortofrutticoli, alimentari, scarti di macellerie, fanghi”. Così il comitato di volontariato per la tutela di Ponzano e dintorni che ribadendo la propria contrarietà all'impianto sottolinea: “Ora la domanda sorge spontanea: che correlazione ha la presenza di tali impianti sull'impatto del virus? I residui gassosi dello smaltimento oltre alla CO2 contengono NH3 che legandosi al "normale" inquinamento fa si che ogni tipo di virus prolifichi maggiormente. Facciamo notare oltretutto come la sua presenza sia stata rilevata anche nelle acque delle fognature. Lo Stato che stanzia denaro per una svolta ecologica, la Regione e i comuni dovrebbero prendere atto di quanto sta accadendo nel mondo intorno a noi e far si che l'ambiente sia messo al primo posto assieme alla salute. Questo progetto invece contro ogni logica porterà problemi di inquinamento e di salute, proprio per il sito dove verrà ubicato. Gli organi preposti alla tutela della salute si sono posti questa domanda? Vogliamo continuare ad inquinare l'aria e l'acqua e il suolo, per poi chiederci come mai tutti ci ammaliamo? Ci sono alternative serie e non obsolete. Forse più costose, anche se questo impianto costerà circa 50 milioni di euro. Sarebbe auspicabile unire le forze con altre regioni e tutti insieme scegliere un sito più idoneo, non un paesello di 10 mila anime che si sobbarcherà di smaltire i rifiuti di gran parte del Tigullio e di Genova che da solo ne conta 571.261. La popolazione che vive nella Vallata del Magra ha il sacrosanto diritto di respirare in piena sicurezza senza miasmi tossici”.
Il comitato aggiunge: “Non da ultimo il tema già da noi evidenziato del turismo, pensate che davvero i turisti continueranno a giungere nel Golfo dei Poeti, alle Cinque Terre quando si spargerà la voce che qui regna sovrano l'inquinamento? Se solo si riuscisse a dividere il legame fra politica, ambiente e interessi economici si eviterebbe di far ricadere le conseguenze di scelte scellerate sulle generazioni future, perchè quando si distrugge un territorio non c'è più la possibilità di tornare indietro. I partiti scompaiono, ma i disastri restano”.

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