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"Next Generation Eu occasione per un unico bacino fluviale del Magra"

Il presidente uscente del Parco: "Si può intervenire simultaneamente su grandi gruppi di opere".

progetto da otto milioni
"Next Generation Eu occasione per un unico bacino fluviale del Magra"

Sarzana - Val di Magra - "Il Next Generation Eu può essere l'occasione giusta per un grande progetto ambientale di bacino". E' quanto afferma il presidente uscente del Parco di Montemarcello Magra Vara Pietro Tedeschi alla vigilia della riunione della Comunità nel corso della quale presenterà il suo progetto "Manutenzione dei Fiumi Magra-Vara e rivi secondari, gestione biomasse, sicurezza del territorio".
"Le questioni ambientali sono per loro natura complesse - sottolinea Tedeschi - riteniamo quindi che operare per grandi sistemi territoriali e non per frammentazione territoriale, come avviene di solito, sia l’unico modo di affrontare con efficacia tecnica ed economica i problemi che ci sono posti. I bacini fluviali sono, a questo proposito, forse tra i più vocati di tutti per intervenire con un intento unitario su biodiversità, contrasto ai cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico, turismo e qualità della vita di chi ci abita. In altri termini su gran parte delle priorità del Next Generation EU (sostenibilità e salvaguardia ambientale, inclusione e coesione sociale). Come già affrontato con il Piano del Parco regionale Montemarcello – Magra – Vara, vogliamo introdurre nuovamente il tema del bacino idrografico del fiume Magra – la parte ligure e la parte toscana nel loro insieme – affrontato per lo più e parzialmente dal Piano sopracitato territoriale, sebbene siano trascorsi 30 anni dall’istituzione dell’area protetta nella realtà del territorio. E questo non perché l’Ente Parco non sia stato sufficientemente “attivo”, ma perché uno strumento potente come un Piano sovraordinato senza le risorse per la sua realizzazione costituisce uno strumento che non raggiunge i suoi “scopi territoriali” di restauro degli ecosistemi perché i suoi vincoli sono attivi ma i suoi investimenti territoriali ampiamente insufficienti e frammentati. Ed allora il Next Generation EU può essere l’occasione giusta".

"Si tratta - aggiunge Tedeschi - d’intervenire simultaneamente su grandi gruppi di opere: nella sola parte ligure abbiamo identificato una media di 400 scarichi abusivi a comune spondale ed impianti di depurazione senza trattamento completo dei reflui negli impianti più piccoli (che non usano i grandi depuratori) oppure obsoleti ed inefficaci quelli dei grandi depuratori. Eppure, la posta in gioco è la qualità delle acque fluviali, dalla quale dipende tutto il resto: lo stato di conservazione adeguato degli ecosistemi, la balneazione, il turismo ambientale. Si tratta d’intervenire sulle 43 discariche stimate in alveo, per lo più non ancora caratterizzate: da 30 anni viviamo con la spada di Damocle dell’inquinamento della falda idropotabile. Si tratta anche di rilocalizzare le aziende incompatibili (produzione di bitume e lavorazione di inerti) ancora di fatto in alveo, restaurando ecologicamente gli habitat golenali liberati. Si tratta d’intervenire sulla vegetazione lasciando la sua funzione tampone nei corsi maggiori e controllandola viceversa nelle aree critiche di versante o dei corsi minori mitigando così i rischi di dissesto idrogeologico agendo con la manutenzione e non agendo esclusivamente in maniera locale ed emergenziale. Con una visione di insieme ed una conseguente azione complessiva di gestione della vegetazione infatti, i tempi di corrivazione aumenterebbero, il rischio idraulico si mitigherebbe, il materiale flottante a mare diminuirebbe e si svilupperebbe una economia legata alla gestione forestale e all’uso delle biomasse ecc. in aree interne ad economia debole. Scavare, dragare, tagliare la vegetazione tout – court non serve, aggrava solo i problemi e deriva da scelte che ignorano l’ecologia e rispondono ad antichi pregiudizi. Stiamo parlando di un unico grande progetto interregionale, non di tanti progetti distinti".

"Stiamo parlando di una programmazione e di una gestione unitaria, non di una pletora di Amministrazioni diverse: potrebbe p.e. trattarsi del futuro Ente Parco interregionale per la programmazione e dei Consorzi di bonifica per la parte operativa. Abbiamo predisposto un progetto integrato "Manutenzionedei fiumi (Magra-Vara) e rivi secondari, gestione biomasse , sicurezza del territorio"che presenteremo Venerdi 11 dic. alla Comunità del Parco. Il progetto, che cuba circa 8 milioni di euro, prevede una visione complessiva di bacino ed una metodologia tecnico-scentifica all'avanguardia. Il progetto risponde pienamente ai requisiti del Next Generation EU, giacchè rigurda un 'area vasta di bacino coinvolgendo Liguria e Toscana, risponde pienamente alla sostenibilità e salvaguardia ambientale ed all'inclusione sociale tramite il sostegno ad una economia circolare che produrrà nuova occupazione e sviluppo delle aree interne.Le nostre proposte mirano ad uno sforzo di visione che sappia passare dalla protezione civile(elaborazione del dolore) alla manutenzione ambientale (prevenzione del dolore). Il Magra - conclude il presidente uscente - può diventare il paradigma per analoghi interventi su bacini idrografici simili:
nell’insieme un grande programma nazionale di trasformazione del territorio dove si sperimentano metodi di bonifica, si innalza il livello qualitativo della depurazione delle acque, si restaurano/conservano ecosistemi dove sviluppare una buona economia verde degna del recovery fund".





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