Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Settembre - ore 10.00

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

"Nemmeno il rischio per i pozzi ha smosso Spezia, proviamo con il vil denaro"

Biodigestore, comitati e associazioni cercano di scuotere il capoluogo ragionando di milioni.

Incontro con la politica

Sarzana - Val di Magra - "L’esorbitante costo del progetto Saliceti, quasi doppio rispetto ai valori di mercato, assieme al rischio d’inquinamento della falda acquifera e all’esagerato flusso di rifiuti da Genova alla Spezia, sarà al centro degli incontri con i candidati e le forze politiche organizzati nella serata di giovedì 10 col centrosinistra e di venerdì 11 col centrodestra alla Sala della Repubblica di Sarzana". Così in una nota i comitati NoBiodigestore Saliceti, Sarzana, che botta!, Acqua Bene Comune e le associazioni Legambiente, Italia Nostra, Cittadinanzattiva alla sala della Repubblica a Sarzana. "Non da oggi - continuano - la politica della Regione sui rifiuti sta penalizzando Spezia: la provincia più virtuosa nella raccolta differenziata paga i costi monetari più elevati e si carica dei rischi ambientali dello smaltimento dei rifiuti genovesi. Per i movimenti ambientalisti occorre bloccare il progetto e rivendicare più equità tra i territori. E’ la richiesta ai politici di centrodestra, che governano la Regione, e di centrosinistra al governo a Roma e nei comuni di Vezzano, Arcola e Santo Stefano".

"Fino a oggi - si legge ancora - il progetto di biodigestore ha trovato poca sensibilità nel capoluogo. Neppure il rischio d’inquinamento della falda che alimenta i pozzi di Fornola e assicura l’acqua a 150 mila spezzini ha scosso l’attenzione in città. Le associazioni sperano che il “vil denaro” abbia più potere dell’acqua che beviamo. Un motivo in più per dire No al progetto Recos (Iren). Il gruppo emiliano ha previsto un investimento di 54 milioni di euro per realizzare il digestore di rifiuti organici da 90 mila tonnellate totali.
Nel Piano regionale di gestione dei rifiuti del 2015 il costo di un digestore anaerobico era valutato tra i 300 e i 400 euro a tonnellata. L’impianto di Saliceti dovrebbe costare tra i 27 e i 36 milioni. La previsione di costo del Piano regionale trova applicazione a Reggio Emilia. Lì Iren investe 54 milioni di euro per un digestore da 167 mila tonnellate l’anno di rifiuti organici a Gavassa, zona pianeggiante della Padania. Dunque un costo di 323 euro a tonnellata. Hanno esagerato i costi per Saliceti oppure si predispongono a raddoppiare in futuro le quantità di rifiuti sul Magra? Dubbio legittimo visto quanto è accaduto a Cairo Montenotte (Savona) dove l’impianto, autorizzato per 40 mila t/a, raddoppierà la sua capacità entro il 2020.
Se non raddoppierà la capacità, chi pagherà il costo esorbitante del progetto Saliceti? Gli utenti spezzini. Anche i genovesi, che però non avranno i disagi e i rischi. I Comuni spezzini per conferire l’organico pagheranno 105 euro a tonnellata. Li recupereranno nella Tari. Certo Iren con loro è generosa: distribuisce denari per il “ristoro ambientale”, sponsorizza eventi di ogni tipo. Per la società emiliana si chiamano “costi” e finiscono in bilancio e vengono ripianati con i ricavi, cioè con le bollette dei rifiuti".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia
















Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News