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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Maggio - ore 18.00

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"Legge regionale pietra tombale sull'abrogazione del Parco"

Il presidente dell'ente di Montemarcello Magra Vara dopo l'approvazione del decreto: "Dato politico importante. Contratto di fiume? Va fatto, non importa chi lo gestirà."

tedeschi sulla riforma

Sarzana - Val di Magra - “Il decreto di legge 210 sulla riforma dei parchi ha luci e ombre ma per quanto ci riguarda mette una volta per tutte una pietra tombale sull'abrogazione dell'ente”. Così il presidente del Parco di Montemarcello Magra Vara Pietro Tedeschi in merito all'approvazione della legge di riordino varata due giorni fa dalla Regione Liguria. “Il primo dato politico rilevante – prosegue – è che la proposta di abolizione non è stata menzionata né portata avanti quindi non credo possa essere ridiscussa dopo il decreto di legge”.

“Altro dato – aggiunge Tedeschi – riguarda anche l'ingresso del concetto di “contratto di fiume” che non può che riguardare il Magra portando così avanti la nostra proposta, mentre si parla anche di parchi interregionali, altro punto più volte sottolineato da noi proprio nell'ottica del contratto che potrebbe aprire ad un proficuo rapporto con la Toscana”. Ma Tedeschi mette in evidenza anche altri aspetti: “Vedo in modo negativo la definizione dei confini dei parchi per legge, si crea un vulnus di partecipazione che relega ad un ruolo di secondo piano l'ampio e serrato confronto di partecipazione con i comuni e le associazioni che vivono all'interno delle aree protette. Saltano così tutti gli elementi di coinvolgimento delle altre realtà. Come Parco – aggiunge – portiamo a casa risultati politici e tecnici importanti mettendo la parola “fine” sull'abrogazione”.

Ma a mettere in discussione l'importanza del contratto di fiume, definito “una moda” (QUI), è stato proprio ieri l'assessore regionale Giampedrone, al quale Tedeschi replica: “A me interessa solo che si faccia, se poi deve gestirlo il Canale Lunense a me va benissimo. L'importante è salvaguardare il fiume, l'acqua e il territorio nella sua complessità. Parliamo di pulizia delle sponde, dell'alveo, del peso industriale e ambientale di darsene e depuratori che non funzionano come nel caso di Camisano. Lo stesso discorso vale per le discariche, è fondamentale avere una gestione omogenea, noi chiediamo solo che il fiume sia messo in sicurezza, sia in Liguria che in Toscana”.

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