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"L'impianto farà più scarti dei rifiuti spezzini trattati"

Intervento di Comitato No Biodigestore Saliceti, Legambiente, Italia Nostra, Sarzana, che botta!, Acqua Bene Comune, Cittadinanzattiva.

Biodigestore

Sarzana - Val di Magra - Ci sono politici che continuano a ripetere che è necessario chiudere il ciclo dei rifiuti. Con questa tiritera intendono giustificare la realizzazione del digestore da 90.000 tonnellate l’anno a Saliceti.. Il digestore anaerobico proposto da Iren/ Recos, come tutti gli impianti di quel tipo, non chiude il ciclo dei rifiuti. Anzi, ne produce altri. E’ un problema tecnico. Si leggano “lor signori”, a cominciare dall’assessore regionale all’ambiente Giacomo Giampedrone, i documenti tecnici prodotti da Recos. Noi lo abbiamo fatto! la Relazione illustrativa al paragrafo 5.3 5 del Bilancio di massa dell’impianto col titolo Rifiuti in uscita recita: "...Come risultato secondario, ma inevitabile, del ciclo produttivo e di trattamento del rifiuto conferito in ingresso, l’impianto produce a sua volta rifiuti ...". Nel nostro caso il biodigestore a Saliceti per smaltire anche le 60.000 ton./anno di organico di Genova produrrebbe 38.890 t. di rifiuti di scarto ( dato Recos). Se consideriamo che la nostra provincia produce 26.000 tonnellate l’anno di organico si rischia il paradosso che da Saliceti escano più scarti dell’organico conferito dagli spezzini. E questa la spacciano per chiusura del ciclo dei rifiuti.
Tra coloro che rifiutano di prendere atto di questa realtà scritta nelle carte di Recos è Sauro Baruzzo, ex presidente della Provincia, ex sindaco di Santo Stefano, oggi portavoce del circolo Da Porta Nord alla Brina. Lui ex amministratore invita a non guardare le carte. Certo, altrimenti il progetto del biodigetore a Saliceti deve essere respinto e ripristinato l’originale progetto di Boscalino. Baruzzo lo sa ed evidentemente gli sta bene che il biodigestore si faccia a Saliceti. A lui sta bene che la Piana di Santo Stefano diventi la pattumiera di Genova. Non gli basta che sia già stata devastata dai container, dalle discariche abusive, dai disastri urbanistici consumati tra gli anni Ottante e Novanta quando Baruzzo era prima vicepresidente poi presidente della Provincia, assessore provinciale all’ambiente. Sbeffeggia chi ha lanciato l’allarme sul possibile inquinamento della falda. Baruzzo fa finta di non sapere che nessuna tecnologia può dare garanzie assolute sui rischi d’inquinamento delle falde. Non lo ha mai garantito neanche Recos. Anche Legambiente si è sempre detta per questo motivo contraria al sito di Saliceti. E non ha cambiato parere. Come invece ha fatto lui.

Comitato No Biodigestore Saliceti, Legambiente, Italia Nostra, Sarzana, che botta!, Acqua Bene Comune, Cittadinanzattiva

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