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"L'Europa è la dimensione minima, non può venire meno"

Al Quarto Piano incontro con le associazioni Acmos e Mediterraneo. Pagano: "Ha senso se rilancia i suoi valori umani". Presentato il progetto "Meridiano d'Europa".

"L'Europa è la dimensione minima, non può venire meno"

Sarzana - Val di Magra - “C’è una via oltre il nazionalismo?", questa la domanda alla base del dibattito che si è tenuto ieri al Quarto Piano di Sarzana, bene confiscato di via Landinelli riutilizzato socialmente dal 2016. Al quesito, nell'incontro moderato da Benedetto Marchese, hanno provato a rispondere Giorgio Pagano, ex sindaco della Spezia e fondatore dell’Associazione Culturale Mediterraneo, Giacomo Molinari e Diego Montemagno, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione Acmos, nata a Torino nel 1999 con lo scopo di promuovere e sostenere l’inclusione democratica, attraverso progetti di educazione ai valori della cittadinanza attiva.
Prima di entrare nella questione Marco Lorenzo Baruzzo, volontario dell’associazione L’égalité, capofila delle realtà che contribuiscono alla vivacità e ai contenuti del Quarto Piano, ha ricordato il valore del luogo: “Questo appartamento è terra di incontro, di diversità, di apertura. Ciascuno di noi deve sentirsi a casa propria ogni qualvolta si voglia apportare un contributo utile alla quotidianità civile e assecondare le occasioni di partecipazione collettiva”.

Ma qual è dunque il ruolo dell'associazionismo in un momento storico e sociale caratterizzato da sentimenti di chiusura e intolleranza anche fra i più giovani?. Nelle parole di Giorgio Pagano non sono emerse resistenze: per far fronte ai sovranismi l’Europa e la successiva percezione che ne hanno i cittadini sono gli elementi necessari alla democrazia. Questo non significa difendere l’Europa così com’è, ma migliorarla verso la cultura del “tu”, pensare agli ultimi, stare al loro fianco. “L’Europa ha senso se rilancia i suoi valori umani” ha sostenuto con convinzione Pagano. Ripartire dal basso, dall’associazionismo, dai movimenti culturali, significa non aspettare che intervengano forze politiche attualmente deboli e, forse, impreparate, ma rendersi spontaneamente moltiplicatori di esperienze di incontro, di conoscenza, di fiducia reciproca. Ad esempio di quanto sostenuto è stato citato il percorso di inclusione realizzato qualche anno fa nel comune di Manarola, dove i ragazzi immigrati avevano imparato l’arte dei muretti a secco, mettendosi a disposizione del paese per la tutela del territorio. (qui)
Ma come noto l'Associazione Culturale Mediterraneo, offre da anni la possibilità di attivarsi per la difesa della pace e della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e nel dialogo tra i popoli. “È interessata - ha aggiunto in proposito Pagano - a contribuire ad un lavoro di ricerca e di confronto che consenta alla città di essere un centro originale di dibattito e di riflessione sui temi della globalizzazione, della Comunità Euromediterranea, dei rapporti tra tutti i popoli che vivono sulle sponde del Mediterraneo, tra Europa e Asia e tra Europa e Africa”.

Spunti analizzati così dai due esponenti di Acmos: “L’Europa è la dimensione minima, quell’unità che se mai venisse meno creerebbe molti problemi su tutti i fronti. Fortunatamente ci sono persone ancora in vita che possono testimoniare i peggiori momenti di crisi dell’Europa del nostro passato lontano e recente, non è detto che tale dramma non venga a bussarci ancora alla porta”. Riflettendo su concetti chiari e attualissimi come paura, incomprensione, solidarietà, volontà, hanno strizzato anche l’occhio a Sarzana: “L’Europa che vorremmo non è altro che il Quarto Piano a Berlino, Parigi e nella altre città d’Europa”.
Nella tappa spezzina del loro "tour" che oggi li ha portati a Roma, Montemagno e Molinari hanno illustrato anche il progetto “Meridiano d’Europa”, percorso educativo rivolto alle scuole superiori per formare cittadini europei consapevoli.

“Questo progetto è prima di tutto un viaggio. Ai due poli ci sono Lampedusa e Utoya, due piccole isole una all’estremo sud e l’altra nel profondo nord dell’Europa con un importante valore simbolico. In mezzo, Ventotene. Lampedusa perché porta del continente europeo contro la quale si infrangono in questi anni migliaia di vite; Utoya perché nel Luglio 2011 decine di giovani sono stati uccisi a sangue freddo da un criminale contrario alle idee democratiche cui questi giovani stavano forgiando la loro vita. Ventotene perché isola di confino fascista in cui molti pensatori diedero vita al Manifesto degli Stati Uniti d’Europa. L'obiettivo è quello di promuovere una cittadinanza attiva basata sulla condivisione di valori pluralisti e pacifisti, abbiamo bisogno - hanno ribadito - di potenziare le nostre consapevolezze, abbiamo bisogno di comprendere, di dibattere, di reagire. Lo scopo è la costruzione di un’Europa democratica, solidale e inclusiva”.
Acmos chiede di approfondire, incentivare il dibattito e il coinvolgimento dei ragazzi per riflettere sul Meridiano d’Europa, avanzare proposte concrete e incontrare –attraverso la partecipazione ad un viaggio- i luoghi simbolo delle questioni ancora irrisolte nell’integrazione europea e creare rete.
L’égalité in primis e successivamente il Quarto Piano credono nell’importanza delle reti sociali fin dai loro primi passi ecco perché non possono non accogliere a braccia aperte le suggestioni proposte ieri in questo dibattito e inserirle fra i contenuti delle attività dei prossimi mesi.


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