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'Imbuto' sul Magra, preoccupazione per le sponde

L'erosione degli argini vezzanesi, in località Corea, affrontata in consiglio regionale. Ugolini (M5S): "Serve l'aiuto della Regione". L'assessore Giampedrone: "Ci sono aree in cui l'assetto fluviale è cambiato totalmente in tre anni".

Campo da calcio e terreni
Il fiume Magra poco prima di Corea. Sulla sponda destra si è creato un blocco sabbioso sempre più vicino alla riva sinistra.

Sarzana - Val di Magra - Il Magra preoccupa la frazione Corea, al Piano di Vezzano, quella porzione di territorio vezzanese spalmata sulla riva sinistra. Il maltempo di fine gennaio ha ingrossato il fiume, che s'è portato via ancora un po' di sponda, cosa resa ulteriormente evidente dallo 'scenografico' rosicchiamento (QUI) del campetto da riscaldamento adiacente il rettangolo di gioco dell'impianto sportivo calcistico. Senza dimenticare il cedimento di parte dei sentieri fluviali, sbarrati dall'ente Parco per evitare che qualcuno, dopo una manciata di metri, si trovi a strapiombo sulle acque. Cosa che, nel caso di un biker, potrebbe coincidere con un volo indesiderato. “Questa interrogazione nasce dal grido d'aiuto lanciato sia dalla popolazione che dal sindaco per i danni fatti dal Magra in Corea, una frazione con aree residenziali, parco, campo da calcio, impianto di depurazione e stazione di pompaggio gas. La situazione è preoccupante. La denunciano anche i proprietari dei terreni a ridosso degli argini. E la gente segnala che al centro del fiume si è creato un enorme 'lamellone' sabbioso che, dopo Fornola, impedisce al fiume di defluire regolarmente, creando una pericolosa deviazione in direzione Corea, con gravi conseguenze e rischi in materia di erosione degli argini”. Così stamani in consiglio regionale Paolo Ugolini, esponente spezzino de Movimento cinque stelle, ha introdotto la sua iniziativa consiliare. Un documento con cui ha chiesto alla Regione se “sta valutando la situazione di Corea e se intenda intervenire per impedire ulteriori danni e pericoli”, con l'esortazione, da parte del pentastellato, perché “la Regione inizia a programmare la messa in sicurezza del fiume assieme ai comuni limitrofi. Parliamo di lavori la cui entità necessita di risorse e competenze tecniche che i comuni non hanno”.

La risposta è arrivata da un altro spezzino, l'assessore all'Ambiente Giacomo Giampedrone. “Conosco bene la vicenda – ha affermato -. Quella dove si stanno staccando via via pezzi di sponda è un'area di riassetto fluviale del vigente Piano di bacino. Questo significa che, tecnicamente, gli interventi di protezione dall'erosione sono a carico dei proprietari frontisti. Parliamo di un fenomeno erosivo abbastanza diffuso su quel tratto. Gli uffici competenti regionali, anche interloquendo con l'amministrazione comunale e con i diretti interessati, hanno già fatto diversi sopralluoghi per riportare a sindaco, prefetto e autorità competenti quelle che sono le necessità per il ripristino dello stato dei luoghi”. L'ex sindaco amegliese ha spiegato che “l'amministrazione comunale di Vezzano ha affidato un incarico per la progettazione di interventi di protezione e prevenzione dell'erosione. Siamo in contatto con il Comune per valutare le prime fase progettuali e capire insieme come arrivare all'intervento. Una volta approvato il progetto, ben consapevoli che a volte i frontisti sono economicamente in difficoltà su programmazione ed esecuzione degli interventi, cercheremo di valutare la possibilità di inserire questa tipologia di progettualità in qualche filone, per un finanziamento dedicato”.

E poi c'è la questione del 'lamellone': probabilmente non solo uno, visto che, sia andando in riva al fiume tra Fornola e Corea (all'altezza, sul lato opposto, della zona industriale arcolana), sia guardando il corso d'acqua dal raccordo autostradale (una visuale consentita dalla passerella pedonale tra il casello e Fornola), si notano ammassi di sabbia e sassi che vanno a restringere il corso d'acqua, incanalandolo verso la sponda sinistra. “Il bacino idrografico del Magra – ha osservato a questo proposito ancora Giampedrone – ricade nelle competenze del Distretto idrografico dell'Appennino settentrionale. Noi siamo in rinnovo di convenzione degli uffici di Sarzana, ma tecnicamente dipendiamo da questa autorità, con la quale dovremmo lavorare per vedere di capire quali sono gli interventi di riassetto fluviale che consentono di limitare l'erosione. Negli ultimi due-tre anni ci sono zone che hanno avuto cambiamenti totali dell'assetto fluviale. Dobbiamo ragionarne con il Distretto, che dipende dal ministero dell'Ambiente, anzi, immagino, dal neonato ministero della Transizione ecologica”. Intervenire in termini di riassetto, ha concluso l'assessore, “è fondamentale per fare in modo che interventi come quelli che stiamo cercando di programmare a tutela della sponda non vengano vanificati, perché se l'ansa si modifica costantemente è chiaro che l'azione erosiva continua a incidere”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il fiume Magra e il ponte ferroviario Archivio CdS
Isolotto nel Magra immediatamente a monte del raccordo Archivio CdS


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