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"Grancasa chiude la porta a tutto. Vuole vendere o addirittura chiudere?"

Filcams Cgil e Uiltucs in presidio di fronte al punto vendita di Sarzana. Comiti e Callegari: "Con la rimodulazione degli orari non ci sarebbero i 12 esuberi dichiarati dall'azienda".

"Grancasa chiude la porta a tutto. Vuole vendere o addirittura chiudere?"

Sarzana - Val di Magra - Terza manifestazione nel giro di una settimana per i lavoratori e i sindacati del punto vendita Grancasa di Sarzana. Motivo dello sciopero sono gli esuberi dichiarati dal gruppo nelle 19 filiali sparse per l'Italia, dopo un lungo periodo in cui, per far fronte ai problemi di liquidità dichiarati dall'azienda, i dipendenti avevano accettato un accordo di solidarietà che è scaduto lo scorso marzo.

"Poco prima della fine dei contratti di solidarietà - affermano Luca Comiti di Filcams Cgil e Marco Callegari di Uiltucs - Grancasa ha improvvisamente dichiarato 158 esuberi sui 650 dipendenti presenti in Italia. Un provvedimento che riguarderebbe 12 persone che lavorano a Sarzana. Abbiamo aperto un Tavolo a livello nazionale presso il ministero, ma sino a ora l'azienda ha chiuso la porta a tutto: no alla solidarietà e no alla rimodulazione degli orari di lavoro. Eppure nel punto vendita di Sarzana, dove sono dichiarate 400 ore di esubero, se i contratti full time fossero portati a part time non ci sarebbe bisogno di licenziare nessuno. Dobbiamo sperare che cambi questo atteggiamento".
I termini per trovare una soluzione condivisa nel corso della trattativa stanno per finire e venerdì 7 si svolgerà un'ulteriore riunione del Tavolo nella quale i sindacati riversano le residue speranze di trovare il bandolo della matassa.
"C'è un problema di tenuta aziendale a monte di questa vicenda - concludono Comiti e Callegari - e a questo punto, visto anche l'atteggiamento di Grancasa al Tavolo ministeriale, temiamo che questi esuberi possano essere solamente il preludio alla chiusura di tutti i punti vendita oppure alla vendita a un altro marchio. Solo così si spiega la volontà di eliminare in maniera drastica il costo fisso della forza lavoro".

Al presidio di fronte al punto vendita sarzanese, iniziato alle 8 e concluso alle 19, ha preso parte anche la segretaria provinciale della Cgil, Lara Ghiglione.

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