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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Maggio - ore 10.44

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"Eternit e degrado nell'area dei Bozi di Saudino"

la denuncia di una guida ambientale
"Eternit e degrado nell'area dei Bozi di Saudino"

Sarzana - Val di Magra - “Voglio sperare che questo mio appello non sia vano, pur comprendendo le difficoltà derivanti dalla gestione di situazioni come questa, ma vedere gli investimenti andare in malora sarebbe ben peggio, dovendo poi trovare i fondi per sostituire integralmente la struttura, probabilmente solamente dopo anni di attesa, quando invece già l'abbiamo fruibile”. Si conclude così la lettera inviata dalla guida ambientale escursionistica Claudio La Porta inviata al sindaco di Sarzana Ponzanelli e al presidente del Parco Tedeschi in merito alle condizioni in cui versa l'area dei Bozi di Saudino.

Raccontando la propria esperienza diretta la guida spiega: “Lasciata la macchina mi sono recato all'accesso n. 6 "Fondamento" seguendo la strada asfaltata che costeggia il Canale Lunense ed ho trovato lungo la strada, a circa metà percorso tra la sbarra e l'accesso sul lato sinistro, lato opposto al canale, un mucchio di detriti provenienti da qualche opera edile. Osservando meglio ho riconosciuto varie lastre di eternit che sono state letteralmente macinate dal trinciatutto, probabilmente in occasione del suo ultimo passaggio per provvedere alla pulizia dalla vegetazione del bordo stradale
Non credo sia necessario dire nulla sulla pericolosità di questo prodotto quando diventa volatile ed essendo stato macinato, non c'è dubbio che lo sia. Ulteriore rischio caso non si provveda alla coperto dalla vegetazione ed il trinciatutto torni a macinare una parte delle lastre con le conseguenze che ci possiamo immaginare, non solamente per gli uccelli, ma soprattutto per i passanti.
Proseguendo, raggiunto l'accesso n.6, ho seguito il percorso lungo la riva del laghetto abbandonando il canale e dopo pochi metri il passaggio era ostruito da un grosso pioppo caduto ad ottobre. Si riesce a passare scavalcando il tronco e passando tra i rami, ma essendo passati quattro mesi dalla sua caduta ed avvicinandosi la stagione di maggior interesse in questa area protetta, sapendo che c'è chi gestisce l'area, vengo a richiedere che ci si attivi per la sua rimozione nel più breve tempo possibile al fine di rendere nuovamente totalmente fruibile il percorso che è ideale per scolaresche e famiglie con bambini”.

“Stessa situazione – prosegue -davanti alla postazione d'osservazione che si trova a sud-ovest dei due laghetti circondati da questo percorso (angolo inferiore sinistro del percorso osservando la cartina): un grosso pioppo ha miracolosamente risparmiato la casetta di legno, colpita dai rami senza riportare gravi danni se non l'asportazione della copertura impermeabilizzante del tetto. Come si può vedere nella foto che allego, un brandello del materiale impermeabilizzante pende dal tetto e si nota come il tetto sia in parte  completamente fradicio d'acqua essendo costruito di un materiale assorbente.
Non ci vorrà molto prima che cominci ad imbarcarsi e si renda necessaria la sua sostituzione o peggio marcisca e renda la struttura totalmente inutilizzabile. Considerando il costo della struttura, chiedo anche in questo caso la vostra attivazione al fine di preservare la struttura, anche solamente con una soluzione provvisoria, ma meglio sarebbe per la riparazione del danno, oggi possibile con costi minimi, mediante l'applicazione di un nuovo manto impermeabilizzante sulla porzione di tetto danneggiato. Questo eviterebbe una spesa probabilmente cinquanta volte superiore per la sostituzione integrale della copertura, che sicuramente diverrà necessaria non intervenendo immediatamente, o peggio, di tutta la struttura che se non conservata immediatamente sicuramente verrebbe abbandonata al suo destino”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La struttura danneggiata
Eternit nel verde


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