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"Difendere il Parco per poi puntare a quello interregionale"

A Sarzana M5S, altre forze politiche e associazioni hanno ribadito l'intenzione di arrivare ad un ente Liguria-Toscana per tutela ambientale e valorizzazione del territorio.

Sarzana - Val di Magra - "I confini delle biodiversità vanno oltre quelli geografici, la proposta di un parco interregionale Liguria-Toscana deve essere portata avanti anche nella nostra Regione perché l'ente Parco è strumento di tutela e valorizzazione del territorio". Alice Salvatore, capogruppo regionale M5S, ha aperto così oggi a Sarzana l'incontro dedicato alla trasformazione dell'area protetta, così come proposto proprio dai Cinquestelle a metà 2018 sia nel consiglio ligure e in quello toscano che ha poi proseguito l'iter arrivando all'approvazione all'unanimità della mozione.
Situazione diversa, come noto, quella della nostra Regione dove la discussione politica sul futuro dell'ente con sede in via Paci si è soffermato sulla sua abolizione e non sull'eventuale estensione. "La nostra petizione presentata al Parlamento Europeo - ha aggiunto la consigliera che ha ringraziato Tiziano Pucci per la proposta - ha avuto come risposta quella che il Parco non può essere abolito".

"L'esperienza di collaborazione fra le due regioni non è nuova - ha proseguito Giacomo Giannarelli, collega toscano di Salvatore e primo firmatario della mozione - visto che c'è il precedente del Bacino del Magra, da quello dobbiamo ripartire. Auspichiamo che da questa o dalla prossima amministrazione regionale, visto che cambierà, possa esserci un'adesione positiva. Questa è un'idea da portare a termine perché con l'interregionalità ci guadagnano in termini di sviluppo ambientale ed economico anche le aree periferiche". "I parchi non stanno 'sopra' i territori ma accanto - ha aggiunto il consigliere regionale M5S ligure Marco De Ferrari - e possono essere fondamentali per raccogliere fondi europei e regionali favorendo crescita e sostenibilità, soprattutto nella nostra Regione che, come confermato da Ispra, è per il 100% a rischio dissesto idrogeologico".
Dalla platea, formata da esponenti politici, cittadini e rappresentanti delle associazioni, sono emerse anche proposte e altri temi collegati al Parco e alla sua area geografica.

"Gli attacchi che subiscono i parchi non si affrontano solo con la difesa dell'esistente - ha osservato Moreno Veschi di Articolo 1 - ma con proposte che rafforzino la rete. Serve sviluppo e questa proposta va in tal senso, noi siamo pronti anche a raccogliere firme". "Faremo un'enorme fatica - ha messo tutti in guardia Corrado Bernardini, consigliere del Parco ed esponente del Cai - la classe politica e gli amministratori sono molto lontani da un'idea del genere. Non possiamo nemmeno puntare sull'ambientalismo sommando due parchi visto che quella delle Apuane è un'emergenza nazionale: la DIA ha detto che c'è la 'ndrangheta che arriva anche nel nostro Parco. Credo molto nel progetto del "Patto di fiume" che ci consentirebbe di collegare le tre parti della Val di Vara, dal passo del Cirone ad Aulla e da Santo Stefano a Fiumaretta".
Di "una prposta seria alla quale darò tutto il mio sostegno da cittadino" ha parlato invece Massimo Caleo, ex senatore e presidente del Parco, che ha affermato: "Il Governo e il ministro Costa non potranno rimanere a lungo estranei alla questione vista la prposta maldestra di abolire l'ente che sia sta allargando a tutta la maggioranza in Regione. Abolire i parchi in un momento in cui tutto il mondo parla di cambiamenti climatici è antistorico, ci sono tutti i crismi per portare avanti l'idea di una realtà interregionale". "Da qui può uscire un messaggio forte di adesione e sostegno al parco interregionale - ha detto invece il consigliere regionale (PD ma avviato verso Italia Viva) Juri Michelucci - questa non è una risposta ad Andrea Costa ma una concreta idea di valorizzazione dell'asta fluviale". La proposta di abolizione del Parco è stata definita "arma di distrazione di massa anacronistica" dal presidente di Legambiente Liguria Santo Grammarico che ha sottolineato: "Al centro deve esserci il tema della qualità dell'ambiente e del territorio". Quindi Roberto Costa, coordinatore di Federparchi: "Dobbiamo difendere strenuamente il Parco di Montemarcello perché altrimenti diventa impossibile fare quello interregionale. Il contratto di fiume può già rappresentare un'occasione per sedersi attorno a un tavolo".
Infine il presidente dell'ente Pietro Tedeschi il quale ha nuovamente ribadito la propria posizione sulle attività nautiche - al centro di una rovente polemica nei giorni scorsi - per poi concludere: "Parco regionale e contratto di fiume possono e debbano andare in parallelo, il contratto come strumento operativo ed attuativo di riperimento di risorse, la proposta di un ente interregionale permetterà invece di evitare visioni duali e diverse che altro non farebbero che danneggiare un territorio già di per se fragile.
Superiamo le diatribe sterili con la volontà di avviare un percorso di tutela unico da Pontremoli a Bocca di Magra".

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