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Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 Novembre - ore 15.10

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"Collaborazione fra scuola e Forze dell'ordine è stata importante"

La dirigente Petricone oggi ha accompagnato in caserma il 20 enne che ha causato il caos di martedì. "Nell'emergenza sono stati tutti bravissimi ma è difficile gestire 1.700 persone. Emergenza educativa è forte, siamo spesso in trincea".

parla la preside
"Collaborazione fra scuola e Forze dell'ordine è stata importante"

Sarzana - Val di Magra - “Stamani ci siamo incontrati in un luogo concordato e siamo andati dal capitano dei Carabinieri che si è preso a cuore il caso, abbiamo cercato chiudere la vicenda”. Così Vilma Petricone, dirigente scolastica del Parentucelli – Arzelà che oggi ha accompagnato personalmente in caserma il ventenne che due giorni fa ha spruzzato in un corridoio una bomboletta di spray urticante. Una bravata che ha avuto conseguenze pesanti sia nell'immediato, con l'evacuazione dell'istituto e il trasporto in ospedale di venti persone, che nella fase successiva visto che per il ragazzo resta l'accusa di procurato allarme. Per quanto riguarda gli strascichi disciplinari dovrà invece attendere fino al 24 ottobre quando gli insegnanti, dopo aver ascoltato genitori, compagni e rappresentanti di classe, prenderanno adotteranno i provvedimenti che riterranno opportuni.

Oggi invece si sono chiuse 48 ore molto delicate per tutta la comunità scolastica, ritrovatasi improvvisamente al centro delle cronache (anche nazionali), con la dirigente chiamata a gestire una situazione non semplice. “Tutti sono stati bravissimi – sottolinea – dai Vigili del Fuoco che sono stati scrupolosissimi, ai Carabinieri che hanno dimostrato grande sensibilità, fino ai docenti e all'intero personale scolastico, nonostante tutto non c'è stato panico. Non posso negare di soffrire un po' questa concentrazione così alta di studenti – ammette Petricone – mi sembra una follia amministrativa che una sola persona debba gestire e decidere per oltre 1.700 persone, in particolare in situazioni come questa. Abbiamo poco tempo e molti fogli da riempire mentre i ragazzi sono sempre di più e l'emergenza educativa è forte, non può esserci un rapporto troppo diretto. Ci prendiamo cura di tutti anche se obiettivamente siamo sempre in trincea”.

“In questo caso abbiamo cercato di fare leva sulla loro capacità di elaborare quello che la scuola cerca di trasmettergli – spiega – il senso di responsabilità, la non omertà e l'onestà. Da un fatto provocato più o meno involontariamente e inconsapevolmente c'era bisogno di ritirare le fila di un discorso forte, perché da ogni cosa la scuola deve tirare fuori un insegnamento”. Con questi presupposti ieri la dirigente ha incontrato la classe del ragazzo - atteso come i compagni ad un primo passo avanti - parlando dei costi e delle conseguenze per la collettività, invitandoli a riflettere su quello che possono provocare leggerezze simili. “Mi aspettavo – afferma – che ci fosse una decisione corale per far venire da me il responsabile e dargli così un'attenuante, ma visto che c'erano un po' di omertà e di paura e grazie anche al vicepreside Caleo e alla famiglia abbiamo deciso di incontrarlo per tranquillizzarlo. Stamani lo abbiamo lasciato a fare la deposizione e al termine l'ho riaccompagnato in classe con molta tranquillità. Ai suoi compagni ho detto che ognuno di loro doveva sentirsi un po' responsabile perché nessuno lo ha fermato, forse erano in una situazione di “inconsapevolezza”, poi si sono un po' tutti impauriti delle conseguenze. Credo che il rapporto fra istituto e Forze dell'ordine sia stato molto collaborativo – conclude Petricone – la scuola ha svolto la sua funzione educativa e si è confermata un punto di riferimento forte”.

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