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Ultimo aggiornamento: Venerdì 17 Agosto - ore 19.04

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"Ci siamo accorti delle mafie in Liguria con trent'anni di ritardo"

Ieri al Quarto Piano di Sarzana si è parlato di 'ndrangheta e politica.

"Ci siamo accorti delle mafie in Liguria con trent'anni di ritardo"

Sarzana - Val di Magra - “Dall'anno scorso nulla è più come prima, grazie alle tre sentenze emesse in altrettanti processi fondamentali che ci hanno detto che le associazioni mafiose esistono anche in Liguria e in particolare la 'ndrangheta”. Così Luca Traversa dell'Osservatorio 'Boris Giuliano', intervenuto ieri a Sarzana all'open day del Quarto Piano di via Landinelli, nel corso del quale si è parlato proprio di 'ndrangheta e politica nella nostra regione.

Un'iniziativa già rivolta al 21 marzo quando la città ospiterà la giornata del ricordo per le vittime innocenti delle mafie organizzata da Libera, e fissata a pochi giorni dal report della Direzione investigativa antimafia relativo al primo semestre 2017, che ha ampiamente citato anche Val di Magra e provincia. Nulla di nuovo, purtroppo, come già ampiamente documentato in precedenza dall'opuscolo di Libera “Una storia semplice – pare che Sarzana è 'ndranghetista” e dal libro “Il confine” di Marco Antonelli, che ha preso parte al dibattito insieme a Marco Lorenzo Baruzzo, esponente dell'associazione di Don Ciotti e presidente della consulta cittadina per la legalità.

“Queste sentente sono state un punto d'arrivo è anche una novità assoluta – ha proseguito Traversa – quando nel 2008 iniziavano le prime indagini a Genova nessuno di noi poteva immaginare quello che sarebbe successo negli anni successivi. Dal processo Maglio 3 è cambiato tutto ma è stato un percorso lento e difficile che ha poi portato ad un riconoscimento esplicito. La storia delle mafie in Liguria – ha puntualizzato – è una storia di insuccessi sul fronte investigativo e giudiziario. Una storia di sottovalutazione e scarsa capacità di cogliere certi sintomi, ci siamo accorti del problema dopo trent'anni. Nel processo di Lavagna, comune sciolto per infiltrazioni, si vede lo stretto rapporto che c'è con la politica, già chiaro in Maglio 3. Ci sono episodi di usura, reinvestimento di capitali illeciti, e un condizionamento elettorale. Per questo motivo resta sempre importantissima la consapevolezza dei politici di fronte ai propri interlocutori”.

Di un "significativo passo avanti" dal punto di vista della percezione ha parlato anche Antonelli, referente provinciale di Libera. “E' fondamentale porre l'accento sulle reti di relazioni – ha affermato – seguire gli investimenti e i settori che li riguardano, dal mercato immobiliare all'edilizia, in Val di Magra come nelle altre zone. Le mafie non rivestono sempre un ruolo di primo piano ma si confrontano anche con altri soggetti, in Liguria le alleanze non sono sempre dettate da legami di sangue o di provenienza, operano locali con origini diverse”.

Su alcuni degli interessi specifici si è invece soffermato Baruzzo citando il settore lapideo individuato anche all'interno di numerosi rapporti antimafia. “Un anno e mezzo fa – ha evidenziato - siamo venuti a sapere che un'azienda locale, attiva nella lavorazione degli inerti, si era opposta all'attuazione del piano di Parco del Magra che ne prevedeva la collocazione altrove, chiedendo ed ottenendo una proroga della legge regionale. Quest'azienda storica nel 2012 era stata al centro di un cambio di proprietà. Questo ed altri episodi non chiamano direttamente in causa la 'ndrangheta ma certamente manifestano una sostanziale arrendevolezza delle istituzioni e degli organi politici rispetto ad istanze che vengono ascoltate e accolte”.

Aprendo l'incontro, proseguito per circa due ore alla presenza anche dell'assessore alla legalità Castagna e del candidato sindaco Chiappini, Baruzzo ha giustamente posto l'accento anche sul ruolo del Quarto Piano nel tessuto cittadino. “Questo luogo racconta un pezzo di queste storie, un bene confiscato alla criminalità e riutilizzato socialmente, ormai quasi da tre anni grazie all'associazione L'égalité. Un consolidato progetto di valorizzazione sociale - lo ha definito - che sta diventando sempre più un punto di riferimento condiviso per associazioni, gruppi di volontariato e cittadini”.

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