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"A che punto è la trattativa su Piazza Martiri? Consiglio comunale snobbato"

Il comitato scrive a sindaco e consiglio dopo l'approvazione della mozione a febbraio.

sarzana, che botta!
"A che punto è la trattativa su Piazza Martiri? Consiglio comunale snobbato"

Sarzana - Val di Magra - "Il 10 febbraio scorso Sarzana Popolare aveva presentato una mozione urgente su piazza Martiri. Era stata discussa in Consiglio il 28 febbraio. Votata dalla maggioranza, compreso la sindaca. Totalmente disattesa. Di pareri e verifiche avete sentito parlare? L'8 marzo cominciava la "trattativa" tra i dodici ricorrenti al Tar, il Comune e l'impresa Miranda. Da dodici settimane non se ne sa più nulla. E il Consiglio comunale? Snobbato”. Così il comitato Sarzana, che botta! che torna sulla vicenda con una lettera inviata a consiglio comunale e sindaco ponendo alcune domande sul progetto e il futuro della piazza.
”Lo scempio di piazza Martiri sta per essere portato a compimento in ossequio al progetto del 2016. A che punto è la trattativa promossa dal sindaco Cristina Ponzanelli tra i dodici ricorrenti al TAR contro la delibera della giunta Cavarra, l’Amministrazione comunale e la società proprietaria del Laurina? Chi decide il futuro assetto della piazza – chiede il comitato - la sanatoria delle gravi irregolarità emerse, la revisione del progetto del palazzo, dell’assetto della piazza e dei parcheggi pubblici? Da dodici settimane non filtra più nulla alla faccia dei solenni impegni assunti nella seduta del Consiglio Comunale del 28 febbraio scorso dal sindaco Cristina Ponzanelli di massima trasparenza su tutta la vicenda”.

“Che fine ha fatto – si legge ancora - la mozione approvata sempre il 28 febbraio a larga maggioranza dal Consiglio su proposta di Sarzana Popolare? Ha avuto seguito? Quella mozione, votata addirittura dal sindaco, impegnava tra l’altro l’Amministrazione a verificare se la distanza di 10 metri tra i due palazzi della proprietà Laurina fosse rispettata. Per poter applicare il Piano Casa senza demolire lo storico edificio quei due palazzi devono essere considerati unità autonome. Il sindaco e la giunta s’impegnavano anche a verificare se la legge Tognoli in materia di parcheggi fosse stata correttamente rispettata e se il trasferimento dei parcheggi pubblici in via VIII Marzo fosse coerente con le norme regionali. Addirittura impegnava sindaco e giunta a verificare se lo spanciamento del palazzo su suolo pubblico (oggi possiamo vedere che non si tratta di “loggette” o balconi come qualcuno a dicembre ci voleva far credere) avesse comportato oneri per il costruttore”.

“Ciliegina sulla torta doveva essere verificato se i cambiamenti al Piano urbanistico non fossero di competenza del Consiglio comunale. La conclusione della mozione era pura fantasia: “Condividere con la cittadinanza e gli organi di Stampa ogni ulteriore passo nell’ottica della massima trasparenza che contraddistingue questa amministrazione”. Nel suo intervento conclusivo la sindaca Ponzanelli andò oltre. Dichiarò testualmente: “Abbiamo continuato a chiedere pareri, continueremo a chiederli. Porteremo in consiglio comunale tutte le verifiche che sono state chieste. I risultati delle verifiche saranno posti alla vostra attenzione nel rispetto ovviamente anche delle necessità di strategia difensiva alle quali purtroppo siamo costretti ad affidarci a fronte del giudizio davanti al TAR imminente”. Sono stati raccolti altri pareri legali? Sono state compiute le verifiche? Perché non vengono resi noti gli esiti? Dobbiamo concludere che confermano le denunce di gravi violazioni di leggi urbanistiche messe nero su bianco da codesto Comitato nella petizione dell’11 dicembre e per questo motivo censurate, come è avvenuto per la nostra petizione? La nuova amministrazione in giudizio si opporrà in ogni modo ai dodici ricorrenti, nasconderà pareri e verifiche, tentando in tal modo di salvare l’operato della giunta Cavarra secondo il principio che “cane non mangia cane” oppure farà vera opera di trasparenza, rimettendosi al giudizio del TAR? Il Consiglio comunale – chiude il comitato - chiederà conto degli impegni contenuti nella mozione approvata tre mesi e mezzo orsono oppure per dirla con Fabrizio de André “si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità”? La città attende una risposta”.

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