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Ultimo aggiornamento: Sabato 25 Maggio - ore 21.10

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"A Saliceti ci sono i pozzi di acqua per mezza provincia, serve prudenza"

La lettera del Comitato Vivere bene la Macchia. Nel mirino il 'solito' digestore.

zone sensibili

Sarzana - Val di Magra - “Nell’ipotesi in cui venga realizzato in Località Saliceti un impianto di biodigestione anaerobica, è importante tenere in alta considerazione il fatto che in questa zona, in particolare in località Fornola, sono presenti la maggior parte dei pozzi ad uso potabile che approvvigionano non soltanto il comune della Spezia ma altri comuni della provincia, e quindi decine di migliaia di persone oltre che di animali”. Lo scrive Carla Bertolotti, presidente del Comitato Vivere bene la Macchia, in una missiva inviata al Dipartimento Salute e Ambiente della Regione Liguria, e per conoscenza anche alle altre istituzioni interessate, quali presidente Toti e assessore Giampedrone, Parco del Magra, presidente della Provincia e sindaci di capoluogo, Santo Stefano, Vezzano, Ameglia, Lerici e Porto Venere.

Il Comitato, citando il volume quarto dell'Atlante degli acquiferi della Liguria (opera di Università di Genova e Acam Acque), osserva che il tratto terminale del Fiume Magra sia un corpo Idrico vulnerabile da salvaguardare con attenzione a causa della sua importanza per fini idrogeologici. “Fra le 'zone sensibili' per le risorse idriche viene riportata la sponda sinistra del Fiume Magra prima e dopo la confluenza sino a Fornola, settore dove sono presenti la maggior parte dei pozzi ad uso potabile – scrivono dal Comitato -. La sicurezza che il trattamento di digestione anaerobica rappresenterebbe una soluzione sicura abbattendo le cariche dei principali patogeni non trova riscontro nella letteratura scientifica. Lo conferma il contributo di specialisti in materia come i medici dell'Isde Italia. Si chiede pertanto che venga applicato il principio di precauzione in base alla convenzione di Rio del 1992 e ratificato dalla Ue nel 1994, in base al quale i processi produttivi possono essere considerati sicuri solo se si è in grado di escludere preventivamente, al di là ogni ragionevole dubbio, che non presentino rischi rilevanti e irreversibili per l'ambiente e fa salute”.

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