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Waterfront, Delfino: "Dal Pd nessuno scaricabarile, ora si cerca la condivisione"

Waterfront, Delfino: `Dal Pd nessuno scaricabarile, ora si cerca la condivisione`

- Caro De Luca,
ho letto il suo articolo sulle questioni portuali e le sue valutazioni su quella che lei chiama l'ignavia del Pd, con particolare riferimento al gruppo consiliare (leggi qui).
Nel confrontarmi con lei, a titolo assolutamente personale, penso non sia inutile fare un po' di storia.
Il Piano Regolatore del Porto, approvato dalla Regione Liguria nel 2006, è stato il risultato storico raggiunto dalle Istituzioni di allora – Comune, Provincia e Autorità Portuale - guidate rispettivamente da Giorgio Pagano, Pino Ricciardi e Cirillo Orlandi che a seguito di un percorso serrato e faticoso, seguendo un metodo di confronto e partecipazione, ottenne la condivisione di tutte la parti interessate al tema di portualità (Istituzioni, Comitati ambientalistici, operatori economici e cittadini).
Tale metodo di lavoro fu così apprezzato che la Regione Liguria formalizzò, in sede di approvazione del PRP, con un ordine del giorno, la costituzione di un Tavolo permanente attorno al quale avrebbero dovuto sedere i rappresentanti di tutti i diversi interessi in campo e che avrebbe dovuto presiedere all'attuazione del Piano stesso.
Tale strumento sarebbe stata dunque la sede giusta dove sviluppare le discussioni e cercare le necessarie condivisioni su cronologie e progetti attuativi del Piano.
Ma il Tavolo Permanente venne fatto fallire, in primis, da chi lo viveva come il classico “lacciuolo” che frena chi vuol fare e, con pari responsabilità, da parte di chi non volle e da chi non seppe difenderlo.
Su questo tema i gruppi consiliari di maggioranza a più riprese, con atti formali, hanno sollecitato, inascoltati, la ripresa dei lavori in quella sede.
La discussione si è così trasferita nelle aule dei tribunali amministrativi e, in questi ultimi mesi, sulla stampa locale con posizioni che si sono attorcigliate e contraddette a seconda di nuovi convincimenti e di legittimi ripensamenti anche a seguito delle emergenti opportunità che il mare e chi ci ha lavorato positivamente ci hanno offerto come la conquista e l'affermazione dell'attività croceristica.
Nel frattempo sono pertanto maturate opinioni più articolate specialmente in ordine al Waterfront ed al progetto che era stato scelto.
I fatti nuovi così sopravvenuti, come appunto lo sviluppo del turismo croceristico, la crisi economica, la revisione del Piano Regolatore Comunale che l'Amministrazione sta portando a compimento e che ha opportunamente scelto filosofie meno invasive e più rispettose del suolo, hanno generalmente fatto crescere la consapevolezza di come le volumetrie previste non siano oggi più credibili e che per consolidare le nuove prospettive di sviluppo sarà necessario realizzare una stazione croceristica e che la scelta di destinazione residenziale prevista andrà rivista oltreché ridotta nelle quantità e che, mentre permane prioritaria l'opzione di edificare una struttura turistica ricettiva oltre ad opportunità per il cosiddetto turismo invernale (palacongressi), sia ormai acquisita la necessità di dare continuità fra città e fronte a mare, magari senza cadere nelle esagerazioni di chi immagina prati e pascoli alla passeggiata Morin.
Credo pertanto che prendere atto di queste istanze ed affidare ai tecnici delle istituzioni interessate il compito di prendere matita e tradurle in una nuova proposta, così come ipotizzato dalla stessa Autorità Portuale, non sia affatto una forma furbesca di scaricabarile ma, piuttosto, rappresenti il momento iniziale da cui far ripartire un percorso partecipato che traguardi il recupero di quella condivisione così faticosamente perseguita e che è andata smarrita nel tempo.
Allora forse il tempo passato non sarà stato sciupato, anzi, magari involontariamente, sarà stato utile per fare le cose per bene, visto che sono “cose” da cui dipende il futuro della nostra città e di chi ha la fortuna di viverci.

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