Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Sabato 24 Giugno - ore 00.10

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Vivera e Piandarana, retaggio di una occupazione germanica

di Alberto Scaramuccia

Vivera e Piandarana, retaggio di una occupazione germanica

- I nomi delle strade rivelano i segni di un passato che sbaglieremmo a credere irrimediabilmente scomparso. Non è vero, s’è solo nascosto, al massimo smarrito fra le pieghe di una cultura che non coltiva come dovrebbe la conoscenza del trascorso del territorio. Sarebbe forse meglio dirla incultura, ma per debellarla basta un poco di attenzione, un minimo di interesse per recuperare ciò che sembra perduto per sempre. Dalla riscoperta torna il senso dell'appartenenza: ci riappropriamo del significato della nostra presenza nel luogo che abitiamo e cominciamo a viverlo essendo consapevoli di dove andiamo perché sappiamo da dove veniamo: questo il bell'effetto della nostra personale recherche per la cui riuscita serve solo averne voglia.
Così, corre davanti alla piscina del 2 Giugno una viuzza che non le daresti quattro palanche con un nome che, fosse pincopallino, farebbe più effetto. Vivera, novella Carneade: chi era costei, ci si chiede ché non ne resta più neanche la targa.
Bene, Vivera era una comunità longobarda, retaggio di un'antica guerra al cui termine quella gente si stabilì da quelle parti fortificandosi su una collinetta cui diedero il nome di Gaggiola, nella loro lingua bosco sacro recintato.
Oggi in tedesco si dice wald ed è fenomeno fonetico normale che il germanico w- nelle lingue neolatine diventi gu-. Secoli fa werra si fece guerra; in tempi più recenti il guappo emigrato in America divenne wap. In Umbria c'è Gualdo Tadino, nel XXII dell'Inferno Dante parla di gualdane (bande che fanno imboscate), alle Gualdane è ambientato “Enigma in luogo di mare” di Fruttero & Lucentini, tutto da leggere.
Non è digressione, anche nelle parole sta la nostra storia.
A Gaggiola c'erano i Longobardi che lì s'insediarono invitati a stanziarsi anche dall'abbondanza di acque. Non a caso, quella fu zona di mulini di cui uno grosso era circa dove oggi sta il centro commerciale Il Faro, e lì presso si fece all'anno Mille uno spitale benedettino e due chiesette condannate a morte dall'Arsenale.
Quei Longobardi confinavano con un'altra etnia germanica che risiedeva nell'area dove oggi è Piazza Brin. Fino a pochi decenni fa la zona era chiamata Piana degli Ariani o, per far prima, Piandarana. Era un posto così acquitrinoso che s'impiegò non poca risulta dell’Arsenale per prosciugarla. Certo i batraci abbondavano, ma il nome voleva solo dire che era terra degli Arii, gli uomini liberi germanici.
Via Piandarana oggi è una viuzza che, a sinistra della chiesa de-a ciassa Brin, collega lo slargo a Via Napoli. Chi lo direbbe che una volta c'erano, lì e lì vicino, i Tedeschi?

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure