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Una nuova moda: l’olio di cocco. Sì ma... cocco bello!

di Erika Perini, biologa nutrizionista

Pillole di nutrizione
Una nuova moda: l’olio di cocco. Sì ma... cocco bello!

- Ciao cocchi belli, è settembre e riprendiamo così i nostri appuntamenti. Oggi parliamo di cocco ed in particolare del suo olio.
L’olio di cocco è ottenuto dalla pianta Cocos Nucifera in seguito alla spremitura della copra ovvero la polpa essiccata del cocco. I maggiori produttori di olio di cocco sono Filippine, Indonesia e India.
È un prodotto largamente diffuso soprattutto nell’industria alimentare e, forse per moda, si sta sempre più affermando nelle nostre cucine.
Questo perché negli ultimi anni in numerosi siti web e nella letteratura commerciale ne vengono decantati i benefici per la salute umana che ne hanno incentivato il consumo.
Valutiamo però l’olio di cocco da un punto di vista nutrizionale: esso contiene un’alta quantità di acidi grassi saturi.

Per valutare gli acidi grassi dal punto di vista nutrizionale occorre prestare attenzione alla lunghezza della catena carboniosa ed al numero di saturazioni.
In base alle saturazioni noi distinguiamo: acidi grassi saturi (SFA), monoinsaturi (MUFA) e poliinsaturi (PUFA).
I grassi saturi sono acidi grassi in cui la catena carboniosa non presenta doppi legami. Questi grassi sono generalmente contenuti in alimenti di origine animale come carne, pollo, latticini e uova ed in alcuni olii vegetali come palma e cocco. Un alto consumo di grassi saturi è associato ad un aumento dei livelli di colesterolo del sangue e quindi del rischio di malattie cardiovascolari.
I grassi monoinsaturi sono acidi grassi che contengono un doppio legame tra due molecole di carbonio. Sono generalmente contenuti in alimenti di origine vegetale e sono abbondanti in frutta secca e olio di oliva. Sono liquidi a temperatura ambiente. Una dieta che fornisce come principale fonte di grassi i monoinsaturi e include piccole quantità di prodotti animali è collegata ad un minor rischio di problemi cardiovascolari.
Acidi grassi poliinsaturi presentano più doppi legami o meglio insaturazioni lungo la catena carboniosa. Anch’essi sono generalmente contenuti in alimenti di origine vegetale come olio di soia, mais, sesamo, girasole e cartamo.
I grassi contenuti nell’olio di cocco sono per il 90% circa saturi e per il 9% circa insaturi. Per tale motivo è un alimento di cui non bisogna abusare. Citando la Società Italiana di Nutrizione Umana, l’obiettivo nutrizionale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari è quello di consumare una quantità inferiore al 10% di grassi saturi rispetto all’energia totale assunta con la dieta.

Bisogna però considerare che gli acidi grassi saturi presenti nell’olio di cocco sono diversi da quelli contenuti nei grassi animali. Più del 50% dei grassi dell’olio di cocco sono acidi grassi a media catena, come l’acido laurico. Diversi studi hanno dimostrato che tale acido ha capacità di aumentare il colesterolo totale e LDL.
Fino ad ora ho elencato i CONTRO del consumo di cocco, esistono però anche dei PRO.
A differenza degli acidi grassi a catena lunga (contenuti in grassi animali e olio di palma), i grassi a catena media sono assorbiti intatti nel piccolo intestino. Non vengono modificati e vengono direttamente usati dal nostro organismo per produrre energia. Quindi non vengono trasformati in grasso.
Non ci sono estese evidenze scientifiche sui benefici di tale olio. Unico effetto scientificamente provato è per curare l’eczema: infatti applicare l’olio di cocco sulla pelle può ridurre la severità dell’eczema stesso.

Quindi in conclusione, visto che in una dieta equilibrata deve essere sempre presente una certa quantità di grassi, consiglio sempre l’olio extravergine di oliva. Questo perché innanzitutto è un alimento che appartiene alla nostra cultura e in secondo luogo perché ha veramente pochissimi, se non nulli, controindicazioni. L’olio di cocco, invece, rimane comunque un prodotto ricco di grassi “cattivi”. Nella nostra alimentazione occidentale ci esponiamo tutti i giorni ad alimenti ricchi di acidi grassi saturi e zuccheri e l’utilizzo di olio di cocco può contribuire ed evidenziare ancor più gli effetti negativi di tali sostanze sulla nostra salute.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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