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Ultimo aggiornamento: Sabato 24 Febbraio - ore 19.56

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Un lettore: "Cenerini si è fermato alla cromatica, un processo primordiale"

Un lettore: "Cenerini si è fermato alla cromatica, un processo primordiale"

- Premetto che sono contrario a qualsiasi forma di censura della libertà di espressione, per cui ritengo che il Consigliere Comunale, nonché Capogruppo della lista Giovanni Toti per Peracchini, abbia tutto il diritto di esporre il suo pensiero, cosa estremamente utile per valutare la persona ed il politico. Quindi ha anche il diritto di essere criticato e qualificato.

In primo luogo è riprovevole ed antidemocratico il fatto che tutti, me compreso, commentino una affermazione senza che venga data possibilità di replica a chi, suo malgrado, si è trovato investito da una enorme massa mediatica, quasi che la cameriera ampezzana non sia altro che una schiava nelle piantagioni di cotone o una sudafricana ai tempi degli Afrikaner, ma non una ragazza, una lavoratrice, che, come ogni persona che si guadagna il pane con il sudore della fronte ha una dignità che deve essere salvaguardata e difesa. Chi si pone il problema, in questa baraonda virtuale, della umiliazione che ha subito?
Danno possibilità di replica al Consigliere, come megafoni del capo di turno, intervistano i datori di lavoro (persone sicuramente civili e lodevoli), ma nessuno si preoccupa di lei, quasi che il caso fosse solo una mera diatriba ideologica e non coacervo di sentimenti, umiliazione, rabbia e, forse, anche lacrime.
Fatta questa premessa fondamentale, rimango esterefatto dall'estetica del Consigliere.
Estetica come percezione dei sensi elaborata dall'intelletto e dall'anima.
Il nostro Consigliere si ferma al primo gradino: la cromatica.
Traspare, quindi, un processo molto semplificato, elementare, primordiale.
Forse, nell'evoluzione della specie, ci si è resi conto che non esiste solo il bianco ed il nero, il bene ed il male, Dio ed il Diavolo, ma anche una zona non manichea di sfumature, di colori che si accendono e declinano, di opacità che poi si ravvivano o che semplicemente poi tendono al grigio (e, se magari avesse riflettuto sul suo cognome, al Consigliere si sarebbe aperto un altro mondo).
Non esiste solo il Sole, ma anche il alto oscuro della Luna che non si vede ma c'è e tutto viene percepito, elaborato, quasi rubato.
Questo, secondo me, è un processo estetico, un momento in cui i sensi si fondono con la mente e l'anima e si contaminano.
E' quello che ti fa dire -mi piace-, -non mi piace-, ma anche -non lo so- senza bisogno di clickare.
E' lo stordimento nel vedere il corpo del bimbo siriano in braccio al soldato turco, sulla battigia.
Ma anche il disgusto nel vedere che un uomo,sicuramente un assassino, sta per morire per mano di un altro uomo (Saddam Hussein con il cappio al collo).
E' la pietas latina o cristiana nel vedere un esercito di disperati galleggiare privi di vita.
Ecco, forse il livello di estetica rappresenta il livello di umanità e civiltà di una persona.
Un'ultima considerazione: nella coalizione che ha portato il Consigliere sugli scranni comunali, c'erano anche candidati non caucasici, extracomunitari naturalizzati italiani, che hanno portato voti direttamente o indirettamente anche a lui.
In questo caso presumo si sia ispirato all'Imperatore Vespasiano ed al suo -Pecunia non olet.-, riferito chiaramente ai voti.
Comunque, al fine di non provare altro turbamento creatogli dal senso cromatico particolarmente sensibile, potrebbe sempre scegliere come meta delle proprie delle vacanze la Repubblica di Slovenia dove non ci sono immigrati a rovinare la vista bucolica del paesaggio e dove gli abitanti sono contestualizzati all'ambiente.
Probabilmente ci sono anche pochi discendenti di italiani perché qualche nonno (non tutti chiaramente, perché non tutto è solo bianco o solo nero) degli attuali residenti ha perpetrato uno sterminio di massa con le foibe.

Distinti saluti,

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