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Un gruppo di autisti Atc: "Additati dall'azienda come avidi, egoisti e untori"

la lettera
Un gruppo di autisti Atc: "Additati dall'azienda come avidi, egoisti e untori"

- Ancora una volta usati!
Ancora una volta trattati senza rispetto!
Ancora una volta messi debitamente "l'uno contro l'altro"!
Quanta ipocrisia, troppa!

La nostra "amata" azienda, quell'azienda nella quale prestiamo servizio da molti anni, quell'azienda che mai ha preso posizioni in favore del dipendente, magari in difficoltà relativamente al servizio che svolge (in nessuna occasione), quell'azienda che nonostante ripetute richieste "d'aiuto" da parte dei dipendenti per i più svariati motivi lavorativi, è sempre "fuggita", illudendo prima ed abbandonando dopo, quell'azienda che mai ha mostrato forza e potere all'interno della realtà Spezzina, quell'azienda che mai, a differenza degli "scalcitranti " dipendenti, ha mostrato vero "amore" per ciò che dovrebbe rappresentare per la città... è riuscita, con un articolo a mezzo stampa, ad additare i dipendenti quali persone avide, egoiste, non solidali e soprattutto "untori" in quanto non vorrebbero essere più trattati come meri "oggetti" in questo contesto, in nome della "salvaguardia della nostra salute".

Facendo da parte nostra un bilancio riguardo la gestione aziendale in questo ultimo mese di crisi, possiamo constatare quanto segue:
- capacità organizzative: molto limitate;
- coinvolgimento ed informazioni puntuale al dipendente riguardo le scelte da adottare: nullo, da più di un mese il personale viaggiante vaga nel vuoto più totale;
- capacità di "sfruttare il momento" apportando velocissimamente tagli al servizio superiori al 60% ed annunciando già oggi la stessa tendenza per il futuro: molto buone;
- capacità di "far passare" il dipendente che volontariamente ha chiesto la "cassa integrazione" come colui che avvalora l'ipocrisia aziendale: buonissime, l'azienda è riuscita a metterci "l'uno contro l'altro". La maggior parte di coloro che hanno chiesto di fare più CIG accettando una più bassa retribuzione l'ha fatto per:
- dignità, perché quanto meno ha la possibilità di gestire con certezza la propria vita per un certo periodo di tempo;
- senso di responsabilità;
- solidarietà verso colleghi che non sono nella condizione di poter fare questa scelta;
- evitare di indignarsi ulteriormente innanzi alle quotidiane scelte aziendali.

Detto questo, gli "scalcitranti" dipendenti di Atc Esercizio S.p.a, sono esseri umani come ogni cittadino spezzino e come ogni cittadino stanno vivendo privatamente il dramma che l'epidemia sta causando. Detto questo, ancora una volta, l'Azienda ha perso l'ennesima occasione per finalmente considerare, appoggiare e comunicare con i dipendenti e l'utenza.

UN GRUPPO DI AUTISTI

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