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Un duello contro natura

di Bert Bagarre

Un duello contro natura

- Da Ettore e Achille il duello è una componente essenziale della vita umana, spesso addirittura allargando la sua dimensione a comprendere le comunità. Il giovane Tancredi, ad esempio, spiega allo zione, Principe e Gattopardo, che il duello che si accingeva a disputare era con Franceschiello Dio Guardi.
Ma qua occorre chiedersi se anche sulle rive della Sprugola si esercitò questa nobile arte su cui Joseph Conrad scrisse un memorabile libro da cui fu pure tratto un cult movie.
Beh, qua di duelli ce ne furono tanti. Ci fu anche una Società del Tiro a Segno le cui finalità erano più rivoluzionarie-patriottiche che sportive, ma sfidarsi a singolar tenzone andava di moda e le cose erano fatte a puntino come cavalleria comanda. I padrini dei rispettivi contendenti s’incontravano, civilmente discutevano e poi stilavano un verbale per dire che, come tradizione impone, l’accordo non si era raggiunto e lo scontro era diventato inevitabile. Il documento firmato e controfirmato era poi pubblicato dalla stampa con il giusto risalto: perché l’onore è l’onore e i cittadini, debitamente informati, sapessero ed avessero possibilità di giudizio.
Non so a chi dare la palma del duello più famoso fra quelli combattuti a Sprugolandia, ma certo il più singolare fu la tenzone che oppose l’avvocato Federico Paganini che sul Corriere della Spezia spesso si firmava Fritz, e il Sindaco Domenico Giachino, un ufficiale del Commissariato di Marina che guidava una Giunta che non riscuoteva il favore della testata. I giudizi negativi trascendevano spesso ad accuse pesanti, spesso addirittura offensive. Volavano parole grosse che presto si tradussero in uno scontro alla pistola.
Siccome però i tempi erano cambiati, ci si accontentava di guardarsi in faccia in cagnesco e poi esplodere un colpo in aria, come dire ti disprezzo così tanto che non meriti nemmeno una pallottola: si manteneva l’onore, la faccia era salva, la pubblica opinione soddisfatta e soprattutto si evitavano guai con la legge che aveva da tempo proibito di risolvere le controversie con le armi.
Così i due s’incontrano a porta Isolabella mercoledì 6 marzo 1912. Giachino spara per primo tirando un colpo alla luna che ancora si mostrava in cielo; Fritz lo imita ma, non chiedetemi come, il proiettile sparato all’insù, casca all’ingiù e entra nella scarpa destra del Sindaco ferendolo al piede.
Ancora oggi regna il mistero e ci si chiede come una cosa così contraria alle leggi della fisica sia potuta succedere. L’unica risposta soddisfacente finora data è che, come quelle del buon Dio, anche le vie delle pallottole sono infinite!

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