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Turisti stupiti: "Mascherina h24 ma bus e treni gremiti di persone?!"

Due fratelli veronesi hanno trascorso un week end tra mille domande e hanno avuto un'esperienza poco piacevole con un inflessibile controllore di Atc: "Il sindaco devolva la nostra multa per i lavori nella chiesa di Nostra Signora della Neve".

Lettere a CDS
Turisti stupiti: "Mascherina h24 ma bus e treni gremiti di persone?!"

- Buongiorno,
siamo Alessandro e Sante Spadaro, due fratelli rispettivamente di 46 e 51 anni di Verona, scriviamo questa lettera per esternare la nostra delusione e la nostra rabbia per il week end di pura follia appena trascorso nella città della Spezia e poi nel "patrimonio Unesco" delle Cinque Terre.
Patrimonio Unesco è stato messo volutamente tra virgolette, perché ormai di bello e caratteristico da potersi fregiare di quel titolo vi è rimasto gran poco.
Arrivati sabato a pranzo alla Spezia, subito siamo rimasti piacevolmente stupiti dal fatto che l'Amministrazione Comunale avesse deciso di emettere un'ordinanza più restrittiva, confronto il resto d'Italia, per quanto riguarda l'obbligo di indossare la mascherina h24 ovunque, sia all'aperto che al chiuso.
Arrivati in un affittacamere nel centro della città, lasciati i bagagli e prese informazioni su come muoversi, abbiamo deciso di andare a pranzo a Portovenere utilizzando i mezzi pubblici.
Abbiamo diligentemente acquistato i biglietti dal tabaccaio in via Fiume, quattro biglietti a 10 euro e via per Portovenere.
Preso l'autobus e timbrati i biglietti, notiamo subito che il timbro di validazione del biglietto è scolorito al punto che Alessandro riprova a fare una seconda timbratura per essere sicuro che si veda in caso di controllo da parte degli operatori.
Un'altra cosa ci colpisce subito, questa volta in maniera negativa, tutti i posti sull'autobus sono occupati, il bus è bello pieno e i bollini a terra che segnavano i posti da occupare e quelli da lasciare liberi vengono ignorati, gente seduta e gente in piedi gremiscono il mezzo pubblico.
La domanda viene spontanea, ma perché emettere un'ordinanza restrittiva solo per l'utilizzo della mascherina di protezione h24 e poi nulla sui mezzi pubblici? E' vero che a livello nazionale esiste la direttiva che si possa occupare l'80% dei posti del mezzo, ma siamo realistici, essendo una località turistica a livello mondiale, i turisti e i cittadini mescolati assieme sono molti e la distanza di sicurezza dovrebbe essere rispettata anche sui bus, visto i 1000 casi di positivi riscontrati in città.
Sull'autobus, sentiamo parlare lingue diverse, oltre a noi, molti turisti, francesi i predominanti, poi inglesi, spagnoli , tedeschi e qualche altro italiano.
Tutte persone provenienti da stati esteri con alte percentuali di positivi, per cui per la sicurezza dei propri cittadini, non sarebbe stato il caso di emettere un ordinanza restrittiva anche per il trasporto pubblico? Forse l'amore per i propri abitanti e per i turisti stessi non è proprio cosi forte.
Passiamo qualche ora tra Portovenere e Palmaria e decidiamo di tornare prima per non incorrere di trovare il bus di ritorno troppo pieno.
Arriviamo al capolinea, saliamo sul bus vuoto, timbriamo i biglietti e ci sediamo anche se fratelli, uno distante dall'altro, sui seggiolini vuoti e indicanti il bollino dove era consentito sedersi.
Dopo qualche minuto il bus si riempie nuovamente in maniera abnorme, partiamo e dopo qualche minuto, salgono due operatori addetti al controllo biglietti da parte dell'azienda trasporti locale, noi esibiamo i biglietti acquistati diligentemente prima, ma con sorpresa Sante, vista la miopia "galoppante", vista la precedente timbratura velata del biglietto d'andata, timbra nuovamente il biglietto di andata senza accorgersene.
Mostrato all'operatore, questo lo crede un furbacchione, non sono servite le nostre scuse e l'aver mostrato i 4 biglietti acquistati, di cui 1 "sbadatamente" timbrato due volte, 1 timbrato all'andata e uno vuoto.
Abbiamo subito detto che eravamo turisti di passaggio e che causa la "timbratura velata" dell'andata vi è stato uno scambio di biglietti e che il biglietto lo avevamo e di certo non era nostra intenzione riportarlo a Verona integro per ricordo, né tantomeno arrecare un danno all'azienda trasporti. (in allegato i 4 biglietti e copia del verbale pagato).
Niente scuse, l'operatore a muso duro, arrogante e con fare scontroso, non vuole sentire scuse, dopo qualche minuto di scambio di parole per cercare di fargli capire l'errore e sentendoci trattati come i peggiori delinquenti, ladri e usurpatori dei servizi pubblici senza pagare, in pieno imbarazzo tra la gente che inutilmente ci difende, decidiamo di pagare 35 subito per porre fine a questa commedia all'Italiana.
La domanda da porre al Presidente dell'Azienda Trasporti Locali è questa: i Vostri operatori non dovrebbero operare con la diligenza del buon padre di famiglia? Il buon padre di famiglia avrebbe capito la situazione ed avrebbe timbrato/annullato il biglietto vuoto. Il buonsenso esiste in azienda o viene trasmesso il modo di fare arrogante, a muso duro e punitivo a priori?
Questo è il trattamento che l'Amministrazione e le Aziende partecipate danno ai turisti che visitano la loro città?
Se avessimo fatto i furbi e fossimo stati senza biglietto la multa sarebbe stata sacrosanta, ma siamo stati diligenti nell'acquistare i biglietti e nel timbrarli (ne è la riprova che un biglietto è stato timbrato erroneamente due volte).
Siamo molto delusi dal comportamento di questo operatore che rappresenta l'Azienda Trasporti e di concerto l'Amministrazione Pubblica.
Detto questo, essendo Cristiano Cattolici praticanti e convinti che un incidente di percorso come questo non debba toglierci il sorriso, la fede e l'amore verso il prossimo, decidiamo di andare a messa nella Parrocchia - Santuario Nostra Signora della Neve - Don Bosco a La Spezia.
Una volta entrati con stupore notiamo che a messa il rischio Covid19 esiste e il distanziamento tra i fedeli, giustamente viene messo in pratica, sedie a oltre 1 metro una dall'altra, gente in piedi distanziata e comunione distanziati.
Con un sorriso ci guardiamo e pensiamo al bus.
Alla fine della celebrazione, il sacerdote comunica ai fedeli che la ristrutturazione dell'illuminazione della chiesa sta terminando, mancano solo un migliaio di euro. (in allegato foto del progetto)
Noi procediamo con la nostra offerta, però il pensiero corre subito ai 35 euro ingiustamente e con fare arrogante, incassati dall'Azienda trasporti locale.
Allora nasce l'idea di scrivere questa lettera al fine di chiedere al Presidente o al Sindaco della Città, l'annullamento del verbale in autotutela in quanto non vi è stata nessuna perdita per l'amministrazione, i biglietti erano stati acquistati regolarmente e al posto del rimborso del verbale ai Sottoscritti, chiediamo che la somma venga devoluta alla Parrocchia per l'ultimazione dei lavori di restauro dell'illuminazione, una piccola goccia nel mare, ma di enorme importanza per la Vostra comunità.
Sarebbe un gesto molto apprezzato e non solo da noi.
A proposito il biglietto ancora utilizzabile lo spediremo al Sindaco della città, affinché possa donarlo a qualche persona che ne abbia bisogno.
Continua la nostra maratona di 36 ore nella Vostra terra, domenica mattina appena svegli decidiamo di partire in treno per le cinque terre.
Acquistiamo di nuovo diligentemente i biglietti del treno, saliamo a bordo, ma anche qui notiamo che il treno è bello pieno di turisti e il distanziamento non viene messo in pratica.
Altra nota negativa.
Arriviamo a Riomaggiore per visitare la famosa via dell'Amore e con stupore ci avvisano che la via è chiusa da ben 9 anni, scusate 9 anni?
Una zona patrimonio Unesco, una zona poco popolata che vive di turismo e sono 9 anni che la parte più famosa e bella delle cinque terre è chiusa?
Presidente della Regione, questa volta prendiamo in causa lei, ma come è possibile?
Chiediamo delucidazioni alla gente del posto e con un sorriso e molto delusione ci viene detto che ormai tutta la zona è abbandonata a se stessa, ci indicano una specie di lavatrice appena finita in mare da non si sa dove.
Situazione poi ricorrente anche nelle altre cittadine facenti parte del gruppo delle cinque terre.
Da Italiani, da turisti e amanti del nostro patrimonio artistico, culturale e paesaggistico, non possiamo che esternare il nostro disappunto e chiederle di intervenire al più presto per ripristinare la famosa via dell'Amore, tanta cara ai turisti e agli abitanti del luogo.
Per il momento La Spezia e Cinque terre, addio. La poca attenzione per il turista, l'arroganza anche se di un solo rappresentante della Pubblica Amministrazione, la poca attenzione per l'ambiente e per il proprio patrimonio artistico, culturale e paesaggistico, ci porta a dire che non torneremo mai più tra questi scorci di un Italia trascurata e abbandonata.

Distinti saluti

Alessandro e Sante Spadaro

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