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Spruggie e il Mostro di Loch Ness

di Bert Bagarre

sprugoleria
Spruggie e il Mostro di Loch Ness

- Un paio d’anni fa, ritornato in Scozia, sono tornato a Loch Ness, sempre inseguendo la speranza di vedere l’essere che dicono viva in quei fondali. Lo chiamano mostro ma dalle immagini che se ne hanno sembra più creaturina che animale orrido. Non si mette molto in mostra anche se hanno scattato diverse foto che la ritraggono in pose gentili: collo lungo alla Modigliani, testa allungata in avanti, occhio (per quel che si può vedere) mobile e vigile. Così l’antica denominazione s’è trasformata nel più gentile Nessie, un po’ come se uno degli animali acquatici che hanno fatto famiglia nell’alveo del Lagora lo chiamassimo Lagorina.
La considerazione mi viene in mente per quanto ho visto aieidelà tornando da una passeggiata in fondo al molo. Giunto proprio davanti alla nave da crociera che ormai qua è ospite fissa, sono stato colpito da una cosa che a prima vista assomigliava tanto al periscopio di un sommergibile, magari quelli del tipo tascabile usati per introdursi di soppiatto nella rade dove non sono ammesse visite di estranei.

Prima che cominciassi a preoccuparmi, tuttavia, accanto al primo è comparso un altro periscopio che si è rivolto al compagno dicendogli qualche cosa che non sono riuscito a capire. Forse gli voleva solo dire che in quel momento lì sotto stava gironzolando qualche boga perché le due “cose” si sono immediatamente tuffate nell’abisso del Golfo eseguendo un perfetto tuffo carpiato: gambe tese, corpo arcuato a 90 gradi, testa volta verso il basso come lo fa la Cagnotto, ma panciata quando chi se bola en te l’aigoa a son me.
Insomma, ma lo si sarà già capito, non era un sottomarino ma solo un paio dei tanti uccelli marini che ormai da qualche tempo hanno eletto l’area del Golfo a propria abitazione attratti e convinti a restare dalla possibilità di unire facilmente il pasto con la cena.
Si sono tuffati e non li ho più visti. Cominciavo a dubitare della loro salute, quando un’increspatura della piatta distesa marina non me ne ha rivelato uno che riemergeva, e poi, poco distante, il suo compagno d’avventure. La mano è corsa al telefonino per immortalare sulla scheda l’immagine della coppietta, ma, ahimè, sono riuscito a catturare la figura di uno solo in una foto, peraltro, riuscita non molto bene. Ma se volete vedere come sono fatti, fatevi un giretto al molo ed aspettate pazientemente che vi si mostrino.
Però, la foto fatta riproduce l’animale molto simile a Nessie. Che l’animale scozzese sia un uccello acquatico? Non saprei proprio dire, ma suggerisco che la nostra bestiolina si battezzi Spruggie e la si faccia Regina di Loch Sprugolean.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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