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Sei anni di attesa per festeggiare Mazzini

di Alberto Scaramuccia

Una storia spezzina
Sei anni di attesa per festeggiare Mazzini

- Non pretendo che lo si ricordi ma in una rubrica di sei anni fa dissi del busto di Giuseppe Mazzini che è alla Foce al bivio per Marinasco. Il monumento è piccolo ma nell’agosto del 1914 i repubblicani del tempo lo vollero in quel luogo dove era tanta la simpatia per Mazzini.
Tuttavia, la singolarità della storia è che allora il busto non fu inaugurato: era appena iniziata la prima guerra mondiale e l’Italia, neutrale nei primi mesi del conflitto, aveva vietato ogni manifestazione che potesse sembrare un appoggio ad una delle parti contendenti. Nel novero degli eventi proibiti figurava anche l’apertura di monumenti.
Per questo, il busto di Mazzini appena eretto non ebbe l’onore del battesimo ufficiale con tanto di oratore e folla plaudente: la scultura fu solo scoperta e forse, anche se la cronaca non lo riferisce, ci fu un discorsetto e qualcuno batté le mani.
Che poi chissà quanta gente si raccolse attorno alla statua quel 9 agosto 1914 perché la linea assunta dal Pri aveva incrinato la compattezza della base repubblicana, minata nella sua certezza dall’atteggiamento intransigente del Partito che vietava coalizioni con chicchessia. Per questo alle politiche del ’13 l’alleanza delle sinistre del tempo perse il seggio vinto l’elezione precedente, aiutati nell’impresa dai socialisti che avevano adottato una simile strategia.
Ma un busto, e di tale personaggio, non può restare senza essere presentato ufficialmente al mondo e per questo domenica 20 giugno 1920 si provvede alla bisogna. Certo, avviene con sei anni di ritardo ma si sa che la vittoria più bella è la più sudata.
Inoltre, la prolungata attesa è compensata da un parterre invidiabile su cui spiccano i cappelli piumati di quattro carabinieri venuti non per omaggiare l’illustre personalità, ma per controllare che nulla turbi la pubblica quiete: nei dintorni c’è un comizio socialista. Ma non si verifica alcun incidente.
Alle 16 alla Nevea si riunisce una folla festante che da lì si avvia verso il busto. Ci sono 18 bandiere di altrettante associazioni e circoli, rappresentanze di logge massoniche regolari e indipendenti, i soci di due cooperative. Dopo essere passati davanti alla casa dove abitava Del Vigo, storico consigliere di Marinasco cui dedicano una lapide, si raccolgono attorno al monumento a sentire l’oratore. A parlare è il Sindaco di Carrara Starnuti che esalta le virtù di Mazzini e spiega che la crisi che si viveva è causata dal “collettivismo statale che è il socialismo predicato dagli attuali demagoghi”. Poi, tutti a casa felici e contenti.
Insomma, fu festa, rimandata ma pur sempre festa!

ALBERTO SCARAMUCCIA

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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