Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Domenica 29 Marzo - ore 22.05

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Quando Virginia Oldoini uscì dall'oblio della storia

di Bert Bagarre

Sprugoleria
Quando Virginia Oldoini uscì dall'oblio della storia

- Per la situazione economica che c’era, come gli Sprugolini vissero il Natale 1919 è facile immaginare.
A quanto si legge sui giornali, risollevarono il morale pensando all’unica eroina che questa landa possiede: la Contessa di Castiglione al secolo Virginia Oldoini intesa Nicchia per il vezzeggiativo con cui nonna la baloccava.
La cronaca ricorda quando la donna, scomparsa vent’anni prima, soleva traversare la terra della Sprugola in groppa ad un destriero. Vestita da amazzone, calzava un cappello di feltro assicurato al capo da un ampio foulard di seta che la dama annodava sotto il mento secondo il costume, dice la cronaca, dei Boeri.
Non era più la bimba bellissima che aveva lasciato l’avita casa sul mare del Golfo per volare alla corte imperiale di Parigi. Anche su Nicchia quel malignazzo irrispettoso del tempo aveva lasciato i segni del suo trascorrere e quando saliva alla sua villetta sui colli (c’è ancora, assicura il cronista, rimodernata dai nuovi proprietari) vestiva, lei che era stata principessa dei colori, sempre di scuro celando il viso che aveva smarrito l’antica beltà con una veletta di spesso nero. Quando poi scendeva, s’appoggiava al braccio di un bastone.
La sua non era stata una bellezza “da matrona”, ma dai lineamenti delicati e soffici. La figura rassomigliava ad uno stelo che ondeggiava al vento a cui, tuttavia, non cedeva mai. Una bella immagine di cui ancora godevano i fortunati che serbavano in casa qualche fotografia che la mostravano “affagottata” in un’ampia gonna a campana ed avvolta in un lungo scialle.
Guardando i vecchi dagherrotipi, i fortunati che li possedevano si beavano della bella vista ricordando i tanti aneddoti che si ricordavano di lei. Però, a nessuno era dato di comprendere per quale arcano si potessero nascondere “una volontà tanto ferrea e tanto spirito d’intrigo” sotto l’aspetto di femmina dolce e delicata che pareva fosse stata creata per godere delle gioie della vita e per abbagliare altrui della sua bellezza.
Così recita quell’articolo di giusto cento anni fa cui si è attinto copiosamente: e perché è bello il ritratto di quella donna che recitò una sua parte pur piccola, nella storia patria, e perché nella storia di Sprugolandia è una delle prime volte che la si ricorda: tanto obliata dai contemporanei, quanto presente nella generazione successiva. Di lei, aiutato anche dalla penna di D’Annunzio, le letteratura stava facendo nascere il mito e questa terra, così povera di epica, ne aveva tanto bisogno di uno, per di più in quota rosa, che lo fagocita all’istante.
Come che sia, che il panettone ci sia propizio!

BERT BAGARRE

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia









































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News