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Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Febbraio - ore 21.40

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Monesteroli, un lettore: "Quella costa è troppo pericolosa"

Monesteroli, un lettore: "Quella costa è troppo pericolosa"

- Stupito per il persistere del "tormentone" sulla galleria Buggi-Monasteroli che continua ad occupare le pagine della cronaca cittadina facendo balenare illusoriamente l'idea di un mare e di una spiaggia per gli spezzini (che ne sono realmente privi), vedo che la nebbia non si dirada, anzi, rimbalzano le primogeniture di chi l’aveva pensata prima e sparata più grossa.
Mi domando allora se il solleone estivo non continui ad accecare la vista. Parlare ragionando sulle cose è certo utile, rincorrere "mondi fantastici" un po' meno. E comunque, visti tutti i problemi che La Spezia presenta, porre la questione della "direttissima" Buggi-Monasteroli fra le priorità dell'attuale Giunta fa sorridere.
Nei giorni scorsi è uscito su un giornale on line un articolo molto bene informato, anche a livello tecnico, di Thomas De Luca, il cui titolo "Galleria Buggi-Monasteroli dentro il Sic. Ma il vero nodo sono le frane" è il vero nocciolo della questione. Sono infatti numerose le frane, tante ed estese sia in verticale che in orizzontale, presenti su entrambi i versanti rispetto al costone di Monasteroli- alla cui base sbocca il “buco” realizzato più di cinquant’anni fa- ad impedire ogni utilizzazione balneare di quella costa. Che senso avrebbe investire una somma enorme per trasformare un cunicolo in una galleria transitabile per portarvi al massimo una dozzina di persone impilate su uno scoglietto, dato che alla Fossola, come dall’ altra parte, è interdetto l’accesso dalla Guardia Costiera per l’evidente pericolo di sovrastanti frane?
Chi quella costa ha frequentato, anche per puro diporto, sa bene come essa sia pericolosa e non a caso segnalata in quanto tale da cartelli appositi. E' vero che le leggi (degli uomini) possono essere cambiate, anche in tempi brevi, così da rendere possibile ciò che prima era severamente vietato, ma appare altamente improbabile mutare la conformazione di un territorio stratificatosi nelle ere geologiche, franato poi negli ultimi decenni per l’abbandono della viticoltura sugli antichi terrazzamenti e poco incline per sua natura a farsi chiudere in un giro di chiacchiere a vuoto!
Ciò che infine stupisce è trasferire una “boutade” di propaganda elettorale nelle “Linee programmatiche del mandato” come una dei “cinque grandi progetti di opere pubbliche che vorremmo realizzare di qui al 2022”, documento formalmente presentato dal sindaco Peracchini al nuovo Consiglio Comunale. Se anche gli altri quattro progetti sono stati valutati e ponderati con la stessa serietà e cognizione con cui è stata presentata la “Galleria balneare”, direi che “semper mala tempora currunt” per noi cittadini.

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