Città della Spezia Liguria News Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Aprile - ore 08.29

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Mini assegni per sostituire introvabili "deze franchi"

di Bert Bagarre

Mini assegni per sostituire introvabili "deze franchi"

- Fra le tante cose dei drammatici anni Settanta del Novecento, la mancanza di spiccioli fu la meno tragica, ma ebbe nella percezione comune un impatto che quasi rasentava quello prodotto dai giorni di piombo.
Comprare era diventato un incubo. Per il potere d’acquisto che aveva al tempo la lira (ai minorenni e giovanotti dirò che era la moneta del Belpaese), anche il tondino da deze franchi (una spiga con la cifra da un verso, un aratro dall’altro) che oggi varrebbe 0,005 citi, aveva un valore: fece scalpore l’aumento della benzina a 750 lire equivalenti a 0,39 ct. di oggi.
Mancando gli spiccioli (ne facevano l’anima di certi bottoni, si disse, ma l’inflazione a doppia cifra giocò la sua parte), in qualche modo si dovette supplire alla loro mancanza. In farmacia ricevevi il resto in cerotti, dal tabacchino in francobolli, ti abbonavi per acquistare il quotidiano e le caramelle erano moneta di scambio. Poi qualcuno ebbe l’idea di stampare dei mini assegni emanati da banche o associazioni che garantivano l’importo stampato, da 50 a 350 lire.
Fu fenomeno nazionale, ma qua, nella landa bagnata dalla grande sorgiva, successe un fatto che ebbe l’onore delle prime pagine.
Le due associazioni locali dei commercianti emisero 200mila assegnini da 50 lire cadauno, impreziositi da un’incisione del Maestro Francesco Vaccarone, giovane ma già famoso artista. Gli chèques li usarono nelle transazioni economiche tutti eccetto i collezionisti che ne fecero incetta per arricchire le proprie raccolte: era la moda.
Messi in circolazione nell’ottobre del ’75, destarono l’attenzione del Pretore che 14 mesi dopo condannò i Presidenti delle due Associazioni alla pena pecuniaria di ben 7 milioni (una cifra allora) ed al rogo di quei grossi coriandoli previa loro confisca. Ne cremarono però solo 140mila; i rimanenti, risultando irreperibili, furono condannati a morte in contumacia.
L’ipotesi più verosimile a giustificare la loro latitanza, fu che la gente della Sprugola non se li spese mai, ma li tenne in casa per collezione o per investimento se è vero che al particolare mercato degli assegnini quelli emessi alla Spezia presto salirono al prezzo di 30mila lire: un affarone con l’incredibile plus valore di quasi il 60mila%!
Oggi che viviamo nei tempi degli allora inesistenti (ma quanto sarebbero stati utili!) bancomat, credit cards e bitcoins, ogni tanto tiro fuori la mia collezione senza valore per guardarli con l’affetto che tuttora li allontana dal riciclo della carta straccia.

Ringrazio il Maestro Vaccarone per le immagini dei mini assegni di cui ha gentilmente consentito l’utilizzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia










Stagione virtualmente finita in casa Spezia, tempo di bilanci. Chi merita la conferma nel settore tecnico secondo i lettori?

































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News