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Maturità oggi, maturità ieri

di Bert Bagarre

Maturità oggi, maturità ieri

- Ogni collettività, per ammettere nel suo corpo le giovani leve, pretende che queste diano prova del loro valore. Nelle antiche organizzazioni sociali chi ambiva alla considerazione degli adulti doveva cimentarsi con bestie feroci o addirittura scontrarsi con guerrieri nemici. La nostra società, se non ricorre più a tali metodi selettivi, pretende ugualmente che i giovani superino un rito iniziatico. Questo è l’esame di maturità che quest’anno inizia proprio fra due giorni.

Tormento e passione di intere generazioni che si sono cimentate con alterni esiti in questa prova, la maturità è il motivo per cui in quei giorni le strade sembrano più larghe per il minor numero di frequentatori che smette di bazzicarle. Non è mai stata condotta una ricerca specifica al proposito, ma se s’indagasse presso i venditori di caffè, si riscontrerebbe un aumento della vendita di questo prodotto, notorio liquido scaccia sonno. E sì perché la notte per i maturandi è spazio utile quanto il giorno per fortificare la propria preparazione a condizione che ci si protegga in maniera adeguata dalla tentazione di chiudere gli occhi.

Se in contemporanea si investigasse presso i farmacisti, si scoprirebbe che nello stesso periodo aumentano le vendite di tranquillanti per proteggere dall’agitazione chi deve affrontare il maledetto esame. Da quella ricerca verrebbe anche fuori che si vendono molti più sedativi che caffè perché quelli sono consumati anche dai familiari (genitori, nonni e zii) che per l’affetto che li lega ai propri cuccioli, sono coinvolti pur essi nella frenesia del rito.
La maturità, ormai è assodato, è un affaire di famiglia e questa è la differenza rispetto a quei tempi là in cui il giovane doveva passare la notte da solo nel bosco per mostrare alla comunità intera di essere impavido, primo attributo del valore.

Tanto i maturandi di secoli fa erano allora soli, altrettanto si ritrovano circondati da affetti e premure magari mai riscontrate in precedenza. Gli si preparano colazioni succulente e intingoli da masterchef ché nulla manchi loro e nulla turbi la loro condizione intellettuale che non dev’essere distratta da alcuna preoccupazione diversa dalla prova che incombe. Per la maturità in famiglia tutto è permesso. Quando toccò a me, oltre mezzo secolo fa, mi fu consentito addirittura di fumare in casa e nessuno ardì sollevare il benché minimo brontolio: potevo fare quello che volevo.
E poi ricordano la maturità come periodo da tregenda. Ma se quello fu in tutta la mia vita l’unico periodo in cui nessuno mi controllava: né genitori, né moglie, né figli, né nipoti. Bei tempi!

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