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La visita di Giuseppe Verdi alla Spezia nel 1880

di Bert Bagarre

Sprugoleria
La visita di Giuseppe Verdi alla Spezia nel 1880

- Gli aficionados ben sanno che quando la rubrica cade in prossimità di una festa comandata, è quello l’argomento della rubrica. Oggi, tuttavia, faccio uno strappo alla regola per dire di un ospite illustre che venne a visitare il golfo che abbraccia la landa della Sprugola. Però, la memoria della sua presenza da queste parti è ben poca forse anche perché la sua visita non si prolungò più di tanto. Se ne dice resta, infatti, solo in quattro righette striminzite della colonna di un giornale già mingherlina di per suo.
Quando arriva qua poco prima del Natale, Giuseppe Verdi nel 1880 non ha bisogno di presentazioni. Da un bel po’ di tempo era un nome famoso, da quando più di trent’anni prima i patrioti scrivevano sui muri il suo nome come acronimo per celebrare Vittorio Emanuele Re d’Italia. Era anche molto rappresentato nei teatri italiani anche se l’allestimento delle sue opere comportava una spesa troppo gravosa per gli imprenditori di Sprugolandia. “Otello”, infatti, che avrebbe scritto nell’87 non si vide sui palchi sprugolini fino al 1904 quando si reperirono i fondi per la messa in scena. Se ne conobbe solo una versione goliardica ad opera di quei due sciagurati saltimbanchi che rispondevano ai nomi di Gamin e di Fritz.
Nel frattempo, Sprugolandia ha “l’onore di ospitare il Maestro Comm. Verdi” che visita “l’Arsenale e il Golfo accompagnato dal contrammiraglio Comm. Baudini” comandante il Dipartimento. Il compositore è in compagnia della moglie Giuseppina Strepponi che il Cigno di Busseto aveva sposato in seconde nozze nel ’59.
Ma su che cosa fece, oltre a visitare Arsenale e Golfo, quanto si fermò, dove alloggiò, è buio assoluto.
È facile, comunque, capire perché i due vennero qui. Erano soliti passare l’inverno a Genova e da là a qua il passo era breve. Sotto la Lanterna Verdi era famoso per la mania di controllare sempre il suo orologio con quello del Carlo Felice, si sa, del resto, che il Maestro per gli orologi aveva una vera e propria fissa che condivideva con Giuseppina.
Per questo a me resta il dubbio su come fece quel giorno, o in quei giorni in cui visitò la landa, il Golfo e l’Arsenale, per ritoccare la cipolla che certo una bella catena pesante assicurava al gilet.
Mi viene da pensare che forse, ben informato dell’innocente vizietto ed istruito al proposito, il Contrammiraglio Baudini ordinò che gli fosse sparata una salva a mezzogiorno in punto così da permettere al grande musicista di poter controllare se le sue lancette marciavano puntuali anche nel Golfo di Sprugolandia.
Seguiamo l’esempio: giovedì i nostri cronometri non devono sgarrare!

BERT BAGARRE

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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