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Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Novembre - ore 18.22

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La "spagnola", primo effetto della globalizzazione

di Alberto Scaramuccia

Una storia spezzina
La "spagnola", primo effetto della globalizzazione

- Secondo gli specialisti, il primo conflitto mondiale causò oltre 15 milioni di vittime senza contare feriti, mutilati e distruzioni.
La spagnola, febbre influenzale di 100 anni fa, colpì un miliardo di persone in tutto il mondo mandandone al Creatore ben 50 milioni.
La portarono i soldati americani venuti a combattere in Europa, contagiati da una malattia trasmessa all’uomo dai suini e che presto s’allargò mietendo vittime dovunque: le foto del tempo mostrano che sorsero ospedali in ogni parte del globo per contrastare il morbo, dall’antica Europa al Nuovo Mondo.
Per non fornire informazioni al nemico, le Nazioni belligeranti proibirono che sulla loro stampa comparissero notizie sulla malattia che colpiva cittadini e soldati. Solo la neutrale Spagna non esercitò censure e così quella malattia fu per tutti la spagnola dato che se ne diceva solo sui giornali del Paese iberico.
Tante vittime, dunque, specie fra i più giovani, probabilmente perché sprovvisti di anticorpi adeguati per non avere mai sofferto di simili infezioni, ma non dimenticherei la fame che non risparmiando nessuno indebolì le difese di ognuno.
Mancando l’informazione, non si conosce il numero esatto di morti di spagnola in Italia, né tanto meno alla Spezia sui cui giornali la grande influenza compare per la prima volta alla fine di settembre del ’18 .
Un cronista del Corriere della Spezia lamenta che lungo il muro della ferrovia di via Genova, che non si chiamava ancora Fiume, c’è un buco in cui, oltre a fare i propri comodi, buttano dentro di tutto. E questo succede, nota il cronista, proprio in questi tempi di febbre spagnola nei quali tanto si raccomanda la pulizia.
Poi, sui giornali non si tiene più nascosta l’influenza. Ormai le sorti della guerra sono decise, la censura in materia di igiene non ha più tanto senso: meglio curare prevenzione e profilassi.
Ecco allora che nei primi di ottobre il Comando suggerisce a tutti di lavarsi mani e bocca almeno tre volte al giorno, meglio se con disinfettante. Che poi il prezzo del sapone sia aumentato, è un dettaglio che l’Autorità non considera. Nelle fabbriche le finestre saranno tenute aperte per consentire la massima areazione e squadre apposite provvederanno alla disinfezione alla fine della giornata di lavoro pulendo dovunque con acqua di calce. Soprattutto, ci si raccomanda di non espettorare perché lo sputo è veicolo principe dell’infezione.
Anche se la stampa tace sull’iter della malattia, segno che le cose non andavano tanto bene, è così che la Spezia conosce la globalizzazione, fenomeno di cui la spagnola rappresentò forma antesignana.

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